venerdì 13 settembre 2013

Costa Concordia, il 16 iniziano i lavori


A partire da lunedì l’intervento per il raddrizzamento della nave. «Un’impresa mai tentata prima». Poi verso primavera la rimozione

L’intervento per il raddrizzamento della Costa Concordia, naufragata davanti all’isola del Giglio il 13 gennaio 2012, «potrebbe cominciare alle ore 6 del 16 settembre». Lo ha ribadito il capo di Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, presentando alla stampa, a Roma, il “Parabuckling project”, il progetto per la rotazione di 65° della nave Concordia. «La decisione sul programma dei lavori sarà assunta alle ore 14 di ogni giorno. Alle 14 del 15 settembre decideremo se farla il 16 e così via con questa modalità», ha spiegato Gabrielli che è anche commissario delegato del governo per l’emergenza Concordia sottolineando che si tratta di “un’impresa mai tentata prima”. 

«Un’impresa mai tentata prima», ha avvisato Gabrielli. Il capo di Dipartimento della Protezione Civile ha confermato che l’operazione partirà, condizioni meteo marine permettendo, alle 6 di lunedì prossimo. Tutte le fasi del progetto, ha sottolineato Gabrielli, «sono state approvate e validate».  

La fase che comincerà la prossima settimana, detta “parbuckling” è quella più delicata di tutto il progetto di recupero della nave naufragata al Giglio. Un progetto che ad oggi ha già richiesto un investimento di 600 milioni di dollari. Il “parbuckling”, letteralmente il ribaltamento del relitto o rotazione in assetto verticale, dovrebbe durare tra le 12 e le 24 ore, ma non è affatto escluso che l’intera operazione possa richiedere alcuni giorni, in quanto ogni movimento dovrà essere molto delicato e soggetto ad un costante controllo: è necessario infatti compensare al meglio le forze per far ruotare il relitto senza però deformare lo scafo. Sul sito creato ad hoc dal Consorzio italo-americano formato dalla Titan Salvage e dalla Micoperi (le imprese scelte da Costa Crociere) si sottolinea che la rotazione avverrà mediante martinetti idraulici (strand jacks) che metteranno in tensione cavi di acciaio fissati alla sommità dei 9 cassoni centrali ed alle piattaforme sulle quali andrà ad appoggiare il relitto dopo il suo raddrizzamento.  

Il falso fondale su cui poggerà la Concordia - creato per riempire il vuoto tra i due speroni di roccia, uno a poppa e uno a prua, che attualmente sostengono la nave - è stato realizzato posizionando dei sacchi (grout bags) che sono stati poi riempiti di una speciale malta cementizia. Le grout bags sono dotate di occhielli, così da poter essere recuperate e rimosse durante la fase di bonifica a lavori ultimati. Quando la nave avrà recuperato il suo assetto verticale - a questo punto la Concordia poggerà sul falso fondale a 30 metri di profondità, secondo il progetto - si passerà alla fase successiva: l’installazione sul lato di dritta (quello attualmente sommerso) di 15 cassoni di galleggiamento, gemelli di quelli già saldati sul lato sinistro del relitto. Per mezzo di un sistema pneumatico, i cassoni sui due lati verranno progressivamente svuotati dall’acqua e forniranno la spinta necessaria a far rigalleggiare la Concordia. Terminata l’operazione, la parte che rimarrà sommersa sarà di circa 18 metri. 

FONTE: lastampa.it