martedì 24 settembre 2013

Finanziamento ai partiti, rottura Pd-Pdl niente accordo sugli emendamenti al ddl


È rottura nella maggioranza sul ddl del governo che abolisce il finanziamento pubblico ai partiti. Che l'intesa non fosse raggiungibile lo aveva detto senza lasciare spazio ad equivoci il relatore Emanuele Fiano (Pd) che, prima che tornasse a riunirsi la I commissione impegnata nel voto degli emendamenti al testo, aveva detto: «Non c'è l'accordo». Irrisolti dunque i nodi che dividono Pd e Pdl, a partire dal tetto alle donazioni dei privati.


«Il dissenso all'interno della maggioranza provoca l'impossibilità» di concludere l'esame del ddl sul finanziamento ai partiti in commissione, ha fatto sapere il presidente della I commissione della Camera Francesco Paolo Sisto, che ha preso atto della rottura tra Pd e Pdl. L'impasse insuperabile spinge la commissione a inviare il testo in Aula 'non finito': con le modifiche già apportate, ma senza completare il voto sugli emendamenti, tra cui quello sul tetto alle donazioni, che potranno essere ripresentati.

La rottura nella maggioranza sulle modifiche da apportare al ddl del governo sul finanziamento ai partiti, è stata certificata nella seduta della commissione Affari costituzionali della Camera di questo pomeriggio. I relatori Fiano (Pd) e Maria Stella Gelmini (Pdl) hanno detto, in apertura di seduta, di non essere in grado di fornire i pareri sugli emendamenti accantonati. Si tratta, tra gli altri, della proposta Pd di inserire un tetto di centomila euro alle donazioni dei privati ai partiti, della depenalizzazione presentata con un emendamento del Pdl, ma anche della cosiddetta norma 'salva Forza Italia', sull'accesso ai finanziamenti da parte dei partiti che non si siano presentati con un proprio simbolo alle ultime elezioni politiche. Su questi punti, nonostante il tentativo di una mediazione portato avanti fino all'ultimo con riunioni anche alla presenza del governo, manca un accordo tra Pd e Pdl e dunque tra i rispettivi relatori.

Insomma, il presidente della commissione, Francesco Paolo Sisto, non ha potuto che prendere atto della «obiettiva impossibilità - che non è incapacità - di discutere fino in fondo il testo» del governo e di «trovare un'intesa» nella maggioranza. Per questa ragione è stata messa ai voti la proposta di dare mandato ai relatori per l'Aula con il testo del governo così come modificato finora dalla commissione, considerando respinti tutti gli emendamenti non trattati. Hanno votato a faovre Pdl, Pd e Scelta civica, mentre M5S, Lega e Sel si sono astenuti.

Il testo dovrebbe arrivare in Aula domani alle 16 per le prime votazioni. Ma una riunione dei capigruppo, fissata per questa sera, potrebbe anche decidere un nuovo rinvio. Intanto, è stato fissato alle 19 di questa sera il termine per gli emendamenti per l'Aula: tutte le proposte di modifica non condivise e accantonate in commissione, potranno essere ripresentate. Con il rischio che una rottura della maggioranza si consumi nel voto in Aula dei singoli emendamenti.

FONTE: ilmessaggero.it