martedì 15 ottobre 2013

Migranti, al via l'operazione Mare Nostrum Mauro: «Ma non siamo in guerra»



L'operazione Mare Nostrum «è cominciata, sono già operativi in quel braccio di mare degli assetti che normalmente non vengono impiegati, ci sono già più navi del solito». Lo ha affermato il ministro della Difesa, Mario Mauro a Mix 24 su Radio 24. «Non siamo in guerra, le forze armate italiane contribuiscono alla pace e alla stabilità, come prevede la nostra Costituzione», ha sottolineato il ministro.

Sulla eventualità che, per sostenere questa operazione, possano aumentare le tasse per gli italiani, il ministro Mauro ha risposto: «Se ci riferiamo alla legge di stabilità bisogna aspettare fino a domani. In ogni caso l'intenzione dell'esecutivo è di non far pagare agli italiani nuove tasse.» «A partire dal 18 - ha aggiunto Mauro - ci sarà anche una nave diversa, una unità anfibia col compito di coordinare tutte le altre navi. Complessivamente 6 navi della marina militare, ognuna con equipaggi da 80 fino a 250 uomini, con elicotteri a lungo raggio». Compito della missione «è umanitario, ovvero salvare le vite umane. Ma anche di sicurezza, le navi hanno una doppia ragione di presenza, navi militari col compito di identificare anche le navi madri, utilizzate dagli scafisti». «Quando vengono individuate le navi procediamo a scortarle, vengono condotte al porto sicuro più vicino secondo le regole del diritto internazionale. Se non ci sono migranti che hanno bisogno di assistenza sanitaria - in questo caso vengono trasferiti sulle nostre navi - e se il battello è in condizioni di navigare, la nave viene scortata verso il porto più sicuro e più vicino, non necessariamente italiano.» Mentre sull'uso di droni per il controllo dell'area, Mauro ha spiegato che «vengono da tempo utilizzati anche per usi civili, non prevede l'uso di dispositivi armati. Molto di quello è tecnologia militare viene poi impiegato in ambito civile».

Le vittime del naufragio. Intanto la nave «Libra» della Marina militare, con a bordo 150 feretri delle vittime del naufragio dello scorso 3 ottobre a Lampedusa, è appena giunta alla banchina di Porto Empedocle (Ag). Ad attenderla, il prefetto di Agrigento Francesca Ferrandino e tutti rappresentanti delle forze dell'ordine. A Porto Empedocle, c'è anche la nave Tremiti della Marina militare con 87 feretri.

FONTE: ilmessaggero.it