venerdì 18 ottobre 2013

19 ottobre 2013, nel mirino i ministeri del Tesoro, Difesa..."Sollevazione e assedio ai palazzi del potere"


Sollevazione e assedio. Anzi #sollevazione e #assedio. E poi #stopsfratti. Nonché quel #19o che sta per 19 ottobre, la data scelta già quest’estate dai movimenti No tav, dai movimenti di lotta per la casa, realtà ambientaliste e sindacati di base, anarchici e centri sociali tra i più radicali per una giornata di protesta a Roma. Il classico appuntamento di ogni autunno o quasi, si potrebbe dire. A ogni modo, il tam tam viaggia sulla rete – ovvio – il messaggio parla chiaro e duro. Come lo striscione esposto tre giorni fa davanti ad una nuova occupazione al Pigneto, quartiere (ex) popolare della capitale: “15 ottobre 2011 – 15 ottobre 2013 Lo spirito continua”. Evocazione fin troppo smaccata degli scontri di due anni fa, quelli che durarono fino a sera in piazza San Giovanni. Ma domani la zona più calda potrebbe essere quella attorno ai ministeri: dal Tesoro, alla Difesa, Sviluppo Economico, Lavoro. Tutti piazzati all’incirca nell’area intorno a Piazza della Repubblica, che stavolta sarà zona di passaggio non di partenza. Il corteo infatti muove da San Giovanni per finire a Porta Pia, dove è intenzione dei manifestanti accamparsi in tendopoli per la notte.
L’idea insomma è di puntare ai palazzi del potere. Lo scrivono chiaramente sul blog diinfoaut.org, uno dei portali di riferimento dei movimenti No tav. Quella del 19 ottobre sarà una “giornata di sollevazione generale e di assedio ai palazzi del potere”. C’è poco da equivocare. Certo, spiegano i promotori, “tutto dipenderà anche dall’atteggiamento della polizia. I fermi preventivi di queste ore, le cariche al Pigneto non depongono a favore di un clima sereno…”. In mattinata un corteo di studenti (le forze dell’ordine parlano di anarchici) è stato caricato all’isola pedonale del Pigneto, tra le bancarelle del mercato e le mamme che facevano la spesa. In nottata 5 francesi - “con precedenti per terrorismo”, dice la polizia - sono stati fermati vicino ad un “obiettivo sensibile”. Il piano degli organizzatori è di tenere unito il corteo, portarlo fino alla fine, fino a Porta Pia, evitare “disgregazioni”, come quelle avvenute due anni fa, quel 15 ottobre 2011, quando una parte dei manifestanti non condivise gli scontri di San Giovanni e si produsse la frattura, viva ancora oggi. Anzi, sta proprio in quella frattura il seme che porta al #19o, che non vedrà scendere in piazza una parte di movimento che invece ha aderito alla giornata di protesta per l’applicazione della Costituzione indetta dalla Fiom di Maurizio Landini e Stefano Rodotà. Diciamo così per dovere di sintesi.
Fatto sta che è probabile che il 19 in piazza non ci siano i numeri del 2011. Probabilmente si arriverà a una cifra intorno alle 20mila persone. In queste ore, in effetti, i promotori provano a far di conto, assemblee continue fino all’ultimo minuto, perché, dicono, “la situazione cambia di ora in ora”. Difficile fare previsioni. Trenitalia si è rifiutata di concedere i treni speciali per Roma. Si viaggia in bus. Ma basti prendere l’esempio di Napoli: due anni fa partirono circa 25 pullman per il 15 ottobre romano, per il #19o ne sono previsti una decina. Eppure la città partenopea è sempre in prima fila in fatto di piazze e proteste. Però c’è sempre la variabile indipendente, la molla che potrebbe far scattare una partecipazione più ampia e inaspettata. Ci sperano i promotori, “perché la gente è arrabbiata, questo è certo… Dipende da come risponde Roma”. Ad ogni manifestazione è così, ci si chiede sempre quali sorprese riservi la capitale. E poi è effettivamente difficile prevedere ‘chi’ ci sarà al di là delle sigle date.
Il clima è abbastanza effervescente. Gli organizzatori si sono premurati di distribuire volantini con numeri di telefono da chiamare in caso di fermo (ecco qui). “E' un #19o cresciuto anche sull'onda delle criminalizzazioni preventive, con la narrazione giudiziaria del movimento NoTav agitata come spauracchio, a testimonianza della debolezza politica di un governo sempre prossimo al collasso per le vicende giudiziarie di Berlusconi”, scrivono su Infoaut. Ecco, la piazza del 19 sarà la risposta senza mediazioni. “Sarà l’inizio di un percorso – dicono dall’organizzazione del corteo – I movimenti di lotta per la casa vogliono usare questa data per far pesare nei confronti del governo il diritto all'abitare, si aspettano che dando prova di capacità di mobilitazione ci siano delle aperture da parte del governo su sfratti e occupazioni. Stessa cosa dicasi per No tav e movimenti ambientalisti”. Oltre al 15 ottobre 2011, nell’immaginario dei manifestanti c’è anche Guy Fawkes, la mente della ‘Congiura delle Polveri’ nel 1605 in Inghilterra, icona rivoluzionaria rilanciata dal film ‘V per vendetta’, uscito nel 2005. Già allora, la pellicola toccò corde sensibili nelle aree antagoniste italiane. Otto anni dopo, si scende in piazza con la maschera di V. Guardare il film, per intendere.
FONTE: Angela Mauro (huffingtonpost.it)