domenica 20 ottobre 2013

Assalto al ministero dell’Economia, lanciate bombe carta e bottiglie anche contro la polizia

I Black bloc all’attacco: ferito un carabiniere, cassonetti incendiati, vetrine rotte. Dodici fermi. Sfiorato lo scontro con CasaPound

Hanno infilato le tute nere, i cappucci e le maschere antigas vicino alla stazione Termini, hanno imbrattato la statua di Papa Wojtyla in piazza dei Cinquecento e di lì si sono diretti alla loro meta: il ministero dell’Economia. La temuta guerriglia urbana è scoppiata in via XX Settembre, quando circa 200 incappucciati hanno lanciato tre bombe carta, sassi, uova e bottiglie contro il dicastero e i blindati delle forze dell’ordine.
LA BOMBA CARTA - La polizia ha reagito con cariche, puntando ad accerchiare gli assalitori. Per sfuggire, i Black bloc hanno incendiato alcuni cassonetti e li hanno usati per fare delle barricate. Ci sono stati violenti scontri con manganellate. Una bomba carta è stata disinnescata, conteneva un proiettile calibro 12 ed è stata lanciata contro la polizia in piazza della Croce Rossa. Se fosse esplosa sarebbe stata più potente di una bomba a mano. Tra polizia, carabinieri e agenti sono rimasti feriti in 20, mentre un ispettore di polizia è stato colpito da infarto durante i momenti di tensione. Quindici manifestanti sono stati fermati, quattordici italiani e un albanese.
Anche in via Boncompagni alcuni cassonetti sono stati dati alle fiamme e gettati sulla carreggiata. Distrutte le vetrine della filiale Unicredit che si trova nella strada vicino a via Veneto. Lancio di uova contro una filiale del Monte dei Paschi a Santa Maria Maggiore.
IL MINISTERO DELLE FINANZE - Un gruppo di manifestanti ha lasciato il corteo in via Merulana e ha raggiunto via Leopardi, dove c’è la direzione generale del Catasto. Qui hanno imbrattato i muri con lo spray rosso scrivendo «No Tav!», «Pagherete tutto!», «ACAB» e «L’indiano non dimentica».
CASAPOUND - Prima degli scontri in via XX Settembre ci sono stati momenti di tensione con CasaPound, quando dalla testa del corteo un gruppo di antagonisti si è staccato e si è diretto verso via Napoleone III. Ad attenderli decine di esponenti del movimento di estrema destra con caschi e mazze in mano, oggetti che avevano con sé anche i manifestanti. La polizia in assetto antisommossa si è frapposta tra i due gruppi e ha evitato il contatto fisico.
ATTACCO INFORMATICO - E oltre all’assalto «sul terreno» c’è n’è stato uno anche informatico, sembra a cura di Anonymous: bloccati i siti del ministero delle Infrastrutture, della Corte dei Conti e del Corriere della Sera.
IL CORTEO - È partito in ritardo l’«assedio», ovvero la manifestazione contro «l’austerità a senso unico» da San Giovanni a Porta Pia, dove i partecipanti si sono poi fermati per una «notte bianca del dissenso», con le tende piantate davanti al ministero delle Infrastrutture. In testa al corteo i movimenti per la casa e i No Tav, No Muos, No Expo. Tanti i migranti, presenti anche anarchici, centri sociali, studenti, Rifondazione e i sindacati Cobas e Usb, reduci dalla manifestazione di venerdì. Oltre a personaggi noti come Erri De Luca. Ad aprire il corteo - 70 mila i partecipanti secondo gli organizzatori, 30 mila secondo altre fonti - un camion con la scritta «Contro precarietà e austerità organizziamo la nostra rabbia». La città è stata blindata: chiusi molti negozi lungo tutto il percorso e rinforzate le vetrine delle banche anche con tavole di legno, soprattutto in via XX Settembre. Le precauzioni dopo gli attacchi violenti durante la manifestazione del 15 ottobre 2011 , con decine di vetrine, macchine e motorini devastati.
ROMA BLINDATA - Nel timore di scontri e disordini il Campidoglio ha creato un’unità di crisi, mentre l’Ama ha rimosso 200 cassonetti e 130/140 cestoni porta-rifiuti in ghisa. Le forze dell’ordine hanno sequestrato sampietrini, mazze ed estintori nascosti nel sottopasso vicino a Porta Pia. Quattromila i poliziotti, i carabinieri e i finanzieri in piazza anche per sorvegliare le sedi dei ministeri, obiettivi dichiarati dell’«assedio» da parte manifestanti. Un elicottero ha sorvolato il corteo, è stata rafforzata la vigilanza alle vie d’acceso al Viminale, Palazzo Chigi, Senato e Quirinale.
ANARCHICI - Già nella serata di venerdì i carabinieri hanno identificato e denunciato nove anarchici. Quattro sono stati fermati in via Santa Croce in Gerusalemme per porto di armi e oggetti atti ad offendere: sequestrati un coltello, due fionde, una pietra, un moschettone, un passamontagna e una bomboletta spray. Al casello Roma Nord sono stati bloccati altri cinque manifestanti: avevano segnalazioni a loro carico e nell’auto due caschi, una catena con lucchetto e una mascherina con filtro. Nei loro confronti è stato emesso anche il foglio di via obbligatorio. Sono dunque in tutto 14 i denunciati, visto che venerdì mattina erano stati fermati ed espulsi cinque black bloc francesi che potrebbero essere parte di un gruppo oppure di una componente trasversale di «professionisti del disordine».
WI-FI - «Spegni il blackout, apri il tuo wifi». Questo l’appello lanciato su Twitter dai manifestanti arrivati a Roma per il corteo. «Le forze dell’ordine - si legge nel messaggio -minacciano di disattivare alcune celle telefonichenelle zone interessate dalla manifestazione». Per questo numerosi utenti invitano ad usare metodi alternativi di comunicazione, come quelli che utilizzano internet invece del segnale GSM: «Romani, aprite il wifi».
FONTE: roma.corriere.it