giovedì 7 novembre 2013

I deputati si riducono stipendi e spese per 60 milioni

Approvato il bilancio di Montecitorio: indennità tagliate del 30%, aboliti gli alloggi di servizio, parco auto snellito a 10 vetture

«Alla Camera mai prima d’ora è stato messo in atto un programma così consistente di cambiamento e riduzione della spesa. siano risultati concreti, evidenti e misurabili». Così la presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, in merito all’approvazione del bilancio di previsione 2013, avvenuta ieri a Montecitorio. «Spiace che un’azione così seria e determinata abbia suscitato reazioni negative di alcune forze politiche, poche per la verità, per le quali le risorse per il funzionamento della Camera sono spreco e dissipazione - spiega la Boldrini -. Smantellare tutto è pericoloso: non porterebbe alla rigenerazione della politica e dell'amministrazione. Sarebbe solo la fine della democrazia». Ecco i tagli e i risparmi decisi per un totale di 60 milioni di euro: al bilancio dello Stato sono stati chiesti 50 milioni di euro in meno l’anno. È la prima volta da 53 anni a questa parte che la dotazione scende. Vengono restituiti 10 milioni di euro al bilancio dello Stato, frutto di risparmi negli anni precedenti. In particolare: è stata tagliata del 30% l’indennità dei deputati titolari di cariche, le spese per le loro segreterie costeranno il 25% in meno, dimezzate le spese di rappresentanza e stabiliti rigorosi obblighi di rendicontazione; sono stati aboliti gli appartamenti di servizio, ridotti gli oneri di locazione e razionalizzando gli spazi sono stati recuperati più di 100 uffici per i deputati; il parco auto è stato ridotto a 10 vetture, con standard ben al di sotto di ogni altra amministrazione pubblica; il contributo ai gruppi parlamentari ha subito un taglio di 3 milioni di euro.
Sui costi per il personale sono state ridotte le indennità di funzione, in misura variabile dal 30 al 70%, incidendo in misura maggiore sui compensi più alti. «Il contenimento delle spese retributive proseguirà - assicura la Boldrini - ma nel rispetto dei diritti maturati, in accordo con i sindacati, anche per evitare costosi contenziosi che verrebbero avviati in caso di azioni diverse prospettate da qualcuno in modo demagogico. In nome della trasparenza la Camera, unico organo costituzionale, ha pubblicato sul sito internet le retribuzioni dei dipendenti e i curricula dei dirigenti. Nel rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza dell’amministrazione sono state respinte proposte ispirate ad una logica di spoil system».

FONTE: iltempo.it