giovedì 14 novembre 2013

L’ESERCITO ITALIANO AL PARA SHOW 2013


L’Esercito Italiano sarà presente alla 7° edizione del Para Show, importante manifestazione di paracadutismo sportivo e di altre discipline aeronautiche che avrà luogo dal 16 al 17 novembre 2013 a Roma, Foro Italico (Stadio dei Marmi). La Forza Armata parteciperà con un dispositivo promozionale, coordinato dal Comando Militare della Capitale, con personale, materiali e mezzi peculiari della specialità dei paracadutisti e dell’Aviazione dell’Esercito.



Le unità paracadutiste dell’Esercito Italiano, i cui appartenenti indossano il tipico copricapo di colore amaranto, sin dalla vigilia della 2a Guerra Mondiale hanno costituito un’importante componente di fanteria leggera sempre disponibile all’impiego in tempi rapidi. I primi reparti di questa specialità furono formati nel 1938 a Ben Gascir, nei pressi di Tripoli (Libia), dove la prima Scuola Militare di Paracadutismo dei “Fanti dell’Aria” venne istituita dalla Regia Aeronautica con personale dell’Esercito e truppe libiche del Corpo Truppe Coloniali. Sulla base dei risultati positivi delle sperimentazioni dell’uso del paracadute a fini militari, già l’anno successivo a Tarquinia (VT) venne costituita la prima Scuola Nazionale di Paracadutismo. Qui, dopo dure selezioni, accedevano giovani militari dotati di elevate doti fisiche, morali e di coraggio. Le Unità paracadutiste nel corso del secondo conflitto mondiale parteciparono a diversi fatti d’arme guadagnandosi, in molti casi anche a costo di altissimi sacrifici, le più alte decorazioni al Valor Militare. Dal dopoguerra la Brigata paracadutisti  “Folgore” raccoglie le tradizioni della specialità. Questa è una delle Grandi Unità che l’Esercito Italiano annovera fra le sue forze di proiezione. Le Unità della Brigata, che in virtù delle loro caratteristiche sono dotate di mezzi e materiali che ne garantiscono l’aviotrasportabilità e aviolanciabilità, unitamente ad altri enti della Forza Armata, partecipano alle principali operazioni sia in territorio nazionale che nei teatri operativi all’estero (Somalia, Libano, Kosovo, Iraq, Afghanistan).


Alla competizione sportiva parteciperanno gli atleti dalla Sezione Paracadutismo del Centro Sportivo EsercitoLa Sezione, fondata negli anni sessanta con lo scopo di rappresentare l’Esercito Italiano in tutto il mondo, partecipa alle più importanti competizioni di paracadutismo sia in ambito militare che civile e vanta un numero elevatissimo di vittorie, sia a livello nazionale che mondiale quali, ad esempio, il titolo di campione del mondo a squadre ai campionati mondiali militari (CISM) nel 2011 a Resende ( Brasile) e campionati mondiali nel 2010 a Niksic (Montenegro).
 Sotto l’attenta supervisione di istruttori militari del 187° Reggimento paracadutisti “Folgore”, per l’intero periodo della manifestazione verranno organizzate delle attività interattive con il pubblico, quali esibizioni di MCM (metodo di combattimento militare), arti marziali e lezioni basiche di difesa personale.
Gli appassionati di volo potranno altresì testare la loro abilità di pilotaggio virtuale nella condotta di velivoli nel simulatore di volo dell’Aviazione dell’Esercito, dove istruttori di volo forniranno utili indicazioni sulle procedure usate dai piloti militari. Nei pressi dello stand sarà anche esposto un elicottero da scorta e esplorazione Mangusta A 129. I giovani interessati alle modalità di arruolamento e alle prospettive di carriera nella Forza Armata potranno ricevere tutte le informazioni necessarie dal personale qualificato presso l’Infopoint allestito per l’occasione.

FONTE:
Ten. Col. f. ( G) Massimo Bertoldi
Comando Militare della Capitale
Ufficio Comunicazione- Sezione Pubblica Informazione

Tarsu-Tares-Tari, il caos delle tasse sulla spazzatura

Comuni in allarme, Milano invia 450 mila lettere


Poveri Comuni, poveri cittadini. E poveri anche i Caf, i centri di assistenza fiscale. Tutti travolti dal caos tassazione locale. A Milano sono partite 458 mila lettere in cui si chiedono chiarimenti rispetto a metri quadrati e persone che abitano negli immobili. E intanto c’è anche l’ultima rata della tassa sui rifiuti da saldare. Per finire bisognerà aprire il portafogli per pagare la Service Tax 2013: 0,30 euro per ogni metro quadrato di appartamento da versare direttamente allo Stato con un F24. 
All’inizio fu la Tarsu. Fino al 2012. Che poi è soltanto l’anno scorso. Adesso tocca alla Tares. Ma già dall’anno prossimo arriverà il tempo... Non si sa bene di che cosa. Nella legge di Stabilità varata dal governo si parlava di una nuova tassa, la Trise. A sua volta suddivisa in Tasi (ex Imu, come corrispettivo dei servizi indivisibili forniti ai cittadini, dall’illuminazione delle strade in giù). E in Tari (a copertura della gestione dei rifiuti urbani).


 Ma alla fine questa complicata architettura rischia di non vedere la luce. Al suo posto arriverebbe il Tuc, tributo unico comunale. Certo, chiamare una tassa come un cracker... «Allora, visto che non è stata ancora approvata, possiamo cambiare il nome. Potremmo chiamarla Tul, Tributo unico locale, vi piace?», ha risposto scherzando il senatore Antonio D’Alì intervistato da «Un giorno da pecora», Radio2. 
Tarsu, Tares, Trise, Tasi, Tari, Tuc, Tul. E non è detto che sia finita qui. I Comuni, si diceva, barcollano sull’orlo di una crisi di nervi. Alcuni non sono riusciti nemmeno ad attrezzarsi per passare dalla Tarsu alla Tares. In loro soccorso è arrivata la legge 28 ottobre 2013, numero 124: quest’anno potranno continuare a far pagare la Tarsu salvo compensare con la fiscalità generale eventuali costi del servizio che restano scoperti. Tradotto: avremo a distanza di pochi chilometri famiglie che pagano la Tares e altre che pagano la Tarsu. Quante sono le amministrazioni che si tengono stretta la Tarsu? Non si sa. Di certo si tratterà di una quota di quelle che ancora non hanno chiuso il bilancio previsionale del 2013. Tra queste anche Roma. Che però farà pagare la Tares. 
I comuni che non si arrendono cercano di tenere il passo di novità che arrivano giorno per giorno, ora per ora. Milano, si diceva, sta inviando 458 mila lettere con la rata di conguaglio della Tares 2013. Più una richiesta di informazioni su consistenza dell’alloggio e persone che ci abitano. Obiettivo: far pagare in modo sempre più preciso dall’anno prossimo. In queste ore il municipio del capoluogo lombardo sta anche definendo un accordo con quattro Caf (Acli, Cgil, Cisl e Uil). Gli addetti dei centri di assistenza fiscale avranno accesso alle banche dati del Comune e aggiorneranno i numeri. Per i milanesi il servizio è gratuito, ai Caf l’amministrazione pagherà otto euro per ogni pratica sbrigata.



«Apprezzabile la ricerca di fare ordine e chiarezza, il problema è che i comuni che hanno risorse sufficienti sono costretti a fare questo lavoro tardi e in condizioni difficili. In più facendo i conti con un contribuente disperato», allarga le braccia Guido Castelli, sindaco di Ascoli Piceno, e responsabile Finanza locale per l’Anci, associazione dei comuni italiani. Il primo cittadino ricorda anche che la finanza comunale è stata modificata 36 volte dal novembre 2011 a oggi. 
«Le difficoltà maggiori ci sono nei municipi piccolissimi e nelle metropoli. Di certo tutta questa frammentazione delle regole è un disastro», fa presente Paolo Conti, responsabile nazionale del Caf Acli.


La si chiami Tari, Tuc, Tarsu o Tares, la verità è che alla fine ai cittadini il nome interessa poco. In media il Codacons stima per ogni famiglia italiana una stangata aggiuntiva pari a 77 euro. Nel caso di Milano, per il 2013 l’incasso Tares previsto dal Comune sarà pari a 288,9 milioni di euro, con un incremento dell’8,9% rispetto alla Tarsu 2012. E alla fine questo pesa più degli acronimi. 

FONTE: corriere.it