sabato 7 dicembre 2013

"Fate provviste: bloccheremo l'Italia". Pronta la rivoluzione del 9 dicembre



manifesto 9 dicembre

"Quando un governo non fa ciò che vuole il popolo, va cacciato con mazze e pietre". E commercianti, impiegati, artigiani, agricoltori, padri e madri di famiglia sono pronti. Almeno stando a sentire gli organizzatori della rivoluzione del 9 dicembre, quella che, a partire dalla mezzanotte del giorno dell'Immacolata, promette di bloccare ad oltranza l'intero Paese, da Bolzano a Reggio Calabria isole comprese.
Una specie di movimento dei Forconi, resuscitati per l'occasione e più vitali che mai, che nel gennaio 2012 paralizzarono per nove giorni strade e raffinerie in Sicilia. Solo che stavolta, complice internet, la protesta è più grande. Sul piede di guerra ci sono anche il Movimento autonomo autotrasportatori, Aitras Trasportunito, Assiotrat, Assotrasport e Azione nel trasporto italiano. E poi altre associazioni, (Comitati Agricoli Riuniti, Associazione Rurale Veneto, Life, Cospa) e tanti cittadini comuni.


"Frontiere, porti, strade e autostrade saranno bloccati da cittadini semplici affiancati da autotrasportatori, agricoltori e allevatori, tutti uniti nella lotta", spiegano gli organizzatori per nulla ridimensionati dal passo indietro di Unatras, l'Unione nazionale delle associazioni dell'autotrasporto merci, e Anita, dopo un incontro positivo al ministero dei Trasporti.
"Non ci possono essere revoche di sciopero, perché questo non è uno sciopero di categoria ma una protesta di tutti i cittadini", spiega ad Affaritaliani.it uno dei protagonisti e ideatori dell'iniziativa, Danilo Calvani di Comitati Agricoli Riuniti. Che non ha dubbi: "L'Italia si bloccherà".
Come non li hanno gli altri sostenitori. "Fate tutti rifornimento di carburanti, alimentari e di ogni cosa" perché i negozi resteranno vuoti, avverte un'aderente particolarmente battagliera sulla pagina Facebook dell'iniziativa 9 dicembre 2013, dalla quale si evince che i motivi della rivoluzione sono tanti e svariati.

Ci hanno accompagnati alla fame, hanno distrutto l’identità di un paese, hanno annientato il futuro di intere generazioni", spiega il manifesto, e ora l'Italia "si ribella e scende nelle strade e nelle piazze contro il far-west della globalizzazione che ha sterminato il lavoro degli italiani, contro questo modello di Europa, per riprenderci la sovranità popolare e monetaria, per riappropriarci della democrazia, per il rispetto della costituzione contro un governo di nominati, per difendere la nostra dignità".
Ma nel mirino ci sono soprattutto i politici. "La sentenza della Corte Costituzionale (sull'incostituzionalità dell'attuale legge elettorale, ndr) ha avallato quanto andiamo dicendo: questo Parlamento è illeggittimo perché ha violentato la Costituzione e noi non lo riconosciamo. Non escludo che mercoledì convergeremo tutti su Roma quando si voterà la fiducia", annuncia Calvani.
Insomma, come da grillina memoria:  casta, euro, banche, tasse, lavoro. Quanto basta per portare in strada centinaia di cittadini stanchi e arrabbiati che rifiutano qualsiasi tipo di appartenenza politica. Compresa stavolta quella stellata: "Dopo la nostra protesta nel Lazio di due anni fa, Grillo ha copiato per intero quanto da noi denunciato e rivendicato", spiega ancora Calvani  ad Affari. E conclude: "Se con noi in strada ci saranno anche cittadini che votano Grillo che partecipano in quanto italiani, ben vengano. Così come tutti gli altri. Ma nessuno si azzardi a mettere il cappello a questa manifestazione".

FONTE: affaritaliani.it