lunedì 9 dicembre 2013

Repubblica Centrafricana, già 400 morti

L’intervento delle truppe di Parigi per disarmare le milizie dopo le stragi dei giorni scorsi. Hollande: “La nostra missione sarà rapida ed efficace”
 
I tre giorni di violenze a Bagui, capitale della Repubblica Centrafricana, hanno già causato 394 morti. Il bilancio è stato confermato dal ministro degli esteri francese Laurent Fabius, dopo i dati diffusi ieri sera dalla Croce Rossa Internazionale.
Intanto nella capitale la popolazione traumatizzata dalle stragi guarda con speranza all’intervento dei soldati francesi (da ieri sera sono dispiegati sul terreno 1600 soldati inviati da Parigi) per «mettere ordine» nel Paese e disarmare la galassia di milizie e gruppi armati che seminano morte nella Repubblica Centrafricana. L’Unione africana aumenterà invece il dispiegamento delle proprie forze fino a 6mila soldati.
 
L’intervento francese sarà «rapido, efficace» e dovrà «disarmare tutte le milizie e i gruppi armati che terrorizzano la popolazione» ha spiegato Hollande nel corso di una conferenza stampa al termine del summit a Parigi sulla pace e la sicurezza in Africa, precisando che le operazioni consentiranno a Bangui di «ritrovare la stabilità e di arrivare a elezioni libere e pluraliste».In precedenza il ministro della difesa francese aveva parlato di un’operazione «per un periodo breve, dell’ordine di sei mesi».
I primi rinforzi di terra sono entrati ierii nella Repubblica centrafricana. Proveniente dal Camerun, una colonna dell’esercito francese ha attraversato la frontiera nella località di Cantonnier. I soldati sono stati salutati dalla folla che gridava «Grazie! Grazie!» e saranno dispiegati «ovunque ci siano rischi per la popolazione» insieme ai 2.500 militari africani già presenti. La «terza fase dell’operazione sarà di permettere alle autorità centrafricane di riprendere il controllo del territorio e di assicurare la difesa della popolazione», ha detto ancora Hollande spiegando che «si procederà come in Mali, e si concluderà l’operazione in vista della tenuta di elezioni».
Sempre al vertice di Parigi, Francia e Africa hanno lanciato un appello a una «larga mobilitazione internazionale» per finanziare operazioni africane di pace che permettano al continente di gestire la propria sicurezza attraverso la creazione, entro il 2015, di una forza di intervento rapido. La costituzione di tale forza, annunciata nel maggio scorso nell’ultimo summit dell’Unione africana, dovrà essere resa più semplice dalla messa a disposizione dell’Ua, da parte della Francia, di quadri militari e dall’assicurazione di formare 20.000 soldati africani all’anno.
 
FONTE: lastampa.it