venerdì 20 dicembre 2013

Il serial killer Gagliano catturato in Francia Il ministro Cancellieri: «Evviva, evviva!»

 

L’ex latitante: «Mi spiace, è stato un colpo di testa». Mazzeo, il direttore del carcere di Marassi, sarà trasferito

Il serial killer Bartolomeo Gagliano, evaso mercoledì da Genova dopo un permesso premio, è stato catturato venerdì mattina’ a Mentone,sul confine francese. Lo ha riferito il ministro Cancellieri: «Evviva, evviva! Li hanno catturati entrambi», ha commentato il ministro, riferendosi anche alla cattura, avvenuta sempre venerdì, di Pietro Esposito, pentito di camorra che aveva abbandonato il carcere di Pescara ed è stato rintracciato a Forlì. «È un regalo di Natale. Ci tenevo un bel po’», ha spiegato Cancellieri. Entusiasta anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano: «È un successo della Polizia italiana e del sistema di cooperazione internazionale».

GLI OMICIDI E LE EVASIONI- La storia giudiziaria di Gagliano, nato in Sicilia ma residente a Savona, inizia nel 1981 con l’omicidio della sua amante, una prostituta, che minacciava di rivelare la relazione alla fidanzata dell’uomo. Condannato all’ospedale psichiatrico, evase una prima volta, fu catturato e nuovamente ricoverato e fuggì di nuovo nel 1989: allora commise altri due omicidi: quello di una transessuale e di un travestito, oltre al ferimento di una prostituta con un colpo di pistola al volto. Nuova cattura, nuova evasione e nuovo ferimento di una fidanzata, sempre con uno sparo alla bocca. Ricoverato nuovamente, tra il 1990 e il 1994 evaderà altre tre volte. Nel 2002 è stato considerato guarito, in seguito è stato arrestato più volte per delitti minori.

L’AVVOCATO: SI VOLEVA COSTITUIRE - Mario Iavicoli, l’avvocato genovese che segue la storia di Gagliano, ha spiegato che il suo assistito «mi ha oggi a mezzogiorno che si voleva costituire. E invece l’hanno catturato prima. Avevamo appuntamento, in serata, nel ponente ligure. Eravamo d’accordo che subito dopo lo avrei accompagnato dai carabinieri ». L’evaso è stato fermato «dalle autorità francesi», ha spiegato il procuratore capo di Genova Michele Di Lecce.

TRADITO DALL’AUTO - A tradire Gagliano è stata laPanda van usata per fuggire, rubata a un panettiere di Savona. La targa CV 848 AW è infatti transitata dal posto di frontiera di Ventimiglia ed è stata rilevata dalle telecamere di sorveglianza. Gli inquirenti italiani avevano ottenuto un mandato di cattura internazionale e venerdì, ritrovata l’auto a Mentone, gli uomini della gendarmerie sono risaliti al killer. Individuata la vettura in un parcheggio, hanno atteso il ritorno del fuggiasco per bloccarlo. Nell’albergo dove alloggiava ritrovata la pistola. Ora le autorità italiane sono in attesa dell’estradizione.
UN COLPO DI TESTA , MI SPIACE- Iavicoli spiega che Gagliano si è scusato: «Mi spiace per quello che è successo. Volevo rientrare in carcere. È stato un colpo di testa. Sono dispiaciuto di avere tradito la fiducia del direttore e della dottoressa Daniela Verrina (magistrato di sorveglianza, ndr)».
TRASFERIMENTO PER DIRETTORE CARCERE - Intanto si profila un trasferimento per il direttore del carcere di Genova Marassi Salvatore Mazzeo, che sosteneva che per il carcere Gagliano era soltanto un rapinatore. Secondo quanto riferisce l’agenzia Ansa a breve sarà disposto il suo spostamento presso il Provveditorato regionale per la Liguria dell’Amministrazione Penitenziaria.


«SOLO UN RAPINATORE» - La misura non sarebbe legata all’iter di concessione del permesso premio, per il quale anche il direttore del carcere fornisce un parere informato al magistrato di sorveglianza, ma alle dichiarazioni fatte da Mazzeo dopo l’evasione due giorni fa, il 18 dicembre. «Abbiamo valutato Gagliano in base al fascicolo di reato per cui era detenuto, che risale al 2006 e lo indica come rapinatore», aveva dichiarato. Lo stesso ministro Cancellieri ha invece spiegato, durante la sua informativa alla Camera, che «in carcere tutti erano a conoscenza del percorso di Galliano».
L’AMNISTIA E L’INDULTO - Nel frattempo, durante l’audizione alla commissione Giustizia del Senato Cancellieri ha spiegato che «un provvedimento di amnistia» per i reati punibili con un massimo di tre anni «determinerebbe un abbattimento delle pendenze effettive nell’ordine del 25-30%», e che «un indulto nella misura di 3 anni, come l’ultimo approvato dal Parlamento nel 2006, consentirebbe l’uscita dal carcere di circa 23mila dei quasi 39mila detenuti in esecuzione di pena definitiva».
I NUMERI DELLE CARCERI - Il Dipartimento amministrazione penitenziaria (Dap) segnala invece che i detenuti nelle carceri italiane al 18 dicembre 2013 sono 63.628, su una capienza regolamentare di 47.667 (cioè le presenze sono il 133,5%). Gli uomini sono 60.855, mentre 2.773 sono donne. E nelle carceri femminili, dove i posti sono 2.442, la situazione di sovraffollamento è meno grave (al momento sono utilizzate al 113,5%). 
 
FONTE: corriere.it