sabato 15 febbraio 2014

Siria, fallisce il secondo round di colloqui Brahimi: “Chiedo scusa alla Siria”


Ginevra-2,il mediatore dell’Onu demoralizzato: «Non c’è stato nessun passo avanti». Muro contro muro sull’ipotesi di un governo di transizione senza Assad. Intanto il regime avanza sul terrore. L’opposizione: «Siamo arrivati a 140mila vittime, 5mila dall’inizio dei negoziati

Le scuse del mediatore Onu Lakhdar Brahimi sono quasi un epitaffio per i colloqui di pace di Ginevra. Stanco, deluso, irritato con le due parti che rifiutano di muoversi di un millimetro dalle loro posizioni, l’uomo che pure quindici anni fa mise fine alla guerra civile in Libano, è sul punto di arrendersi. 

«Chiedo scusa al popolo siriano - ha detto nelle conferenza stampa che ieri ha chiuso il secondo round di negoziati del Ginevra-2 -. Non siamo riusciti a fare progressi. Ci sarà un terzo round, ma non c’è ancora una data». 

Le scuse al popolo siriano sono piene di rimorsi per il fallimento della diplomazia mentre la guerra prosegue e in quasi un mese di colloqui ha aggiunto altre 5mila vittime. Il totale, secondo l’opposizione, è arrivato a 140mila. L’unico risultato di Ginevra-2, finora, è la tregua che ha permesso a un migliaio di donne e bambini di lasciare il centro storico di Homs assediato dall’esercito governativo, che intanto ha lanciato un massiccia offensiva contro un’altra roccaforte dei ribelli nell’ovest del Paese, Yabroud. 

Il presidente Bashar al Assad prosegue la sua strategia sul terreno: conquistare totalmente il nucleo più fertile e abitato del Paese, da Damasco ad Aleppo, dal confine con la Giordania al Mediterraneo; lasciare il nord ai curdi e l’est alle milizie islamiste legate ad Al Qaeda, che terrorizzano la popolazione e fanno già rimpiangere il regime. Le forze ribelli filo-occidentali sono invece sempre più deboli. 

La delegazione giunta a Ginevra ha insistito per un governo di transizione senza Assad. Quella governativa non ha neanche voluto parlarne. Ha insistito che prima va trovato un accordo sul primo punto, la «lotta al terrorismo», formula che include tutte le formazioni ribelli e che quindi non è accettabile dall’opposizione. Lo stallo totale, mentre il presidente americano Barack Obama, dalla Giordania, annuncia che sta soppesando «nuove opzioni» per «mettere pressione» su Assad. 

Tornano i venti di guerra, mentre anche lo smantellamento dell’arsenale di armi chimiche del regime va a rilento. Finora è stato consegnato alle navi scandinave che dovrebbero portale via solo l’11 per cento dei componenti stoccati in Siria. La «finestra di opportunità» ottenuta con testardaggine da Brahimi a Ginevra si sta richiudendo con impressionante velocità.

FONTE: Giordano Stabile (lastampa.it)