giovedì 20 febbraio 2014

Massacro a Kiev, «i morti sono almeno 100». Sanzioni Ue «contro responsabili delle violenze»

Agenti autorizzati ad aprire il fuoco per «autodifesa», la polizia della Transcarpazia passa con i manifestanti

La tregua annunciata mercoledì dal presidente Viktor Yanukovich è durata appena qualche ora. Le proteste a Kiev sono riesplose, se possibile, più violente di prima. Dopo i 28 morti di mercoledì, giovedì il bilancio degli scontri sarebbe di «almeno 100 morti e oltre 100 feriti», come ha riferito alla Cnn il capo dei servizi medici a Kiev. 67 i poliziotti fatti prigionieri dai manifestanti. La polizia ucraina ha invitato gli abitanti della capitale ucraina a restare a casa.
SANZIONI - Intanto l’Ue ha deciso di varare delle sanzioni «contro i responsabili delle violenze». Secondo i ministri degli Esteri Ue riuniti a Bruxelles la «prima responsabilità »della situazione attuale in Ucraina e di un primo passo per rendere possibile un dialogo è del presidente Victor Yanukovych e delle autorità ucraine. Alla luce del deteriorarsi della situazione, si legge nel comunicato conclusivo dell’incontro, l’Unione europea ha deciso di introdurre sanzioni mirate che includono il congelamento di beni e il divieto di visto per coloro che sono responsabili delle violazioni dei diritti umani, della violenza e dell’uso eccessivo della forza. Gli stati membri hanno deciso di sospendere le licenze di esportazione per il materiale che potrebbero essere usate per la repressione interna. 
50 POLIZIOTTI PRIGIONIERI - Giovedì il Parlamento è stato evacuato. Spari, fumo e esplosioni sono segnalate vicino al palazzo presidenziale. La polizia della Transcarpazia, regione sud-occidentale dell’Ucraina, è passata dalla parte dei manifestanti: secondo il sito Gazeta.ru i comandanti regionale e delle truppe speciali avrebbero prestato «giuramento al popolo» nel palazzo della Regione occupato dai manifestanti. Gli insorti hanno fatto prigionieri oltre 67 di poliziotti, come confermato dal ministero dell’Interno sono e li hanno portati in un edificio occupato, facendoli passare attraverso un corridoio umano di dimostranti antigovernativi. Il ministro degli Interni ucraino Vitaly Zacharenko ha autorizzato le forze di polizia ad aprire il fuoco contro gli oppositori «per autodifesa».
LA PROTESTA A SOCHI - La protesta è arrivata fino a Sochi, la città russa dove sono in corso le Olimpiadi invernali. Giovedì la delegazione olimpica ucraina ha osservato un minuto di silenzio per ricordare le vittime. La sciatrice Bogdana Matsotska ha annunciato in un primo momento di rifiutarsi di gareggiare ancora, accusando Yanukovich di «irresponsabilità». Una protesta ridimensionata poi dal Comitato olimpico ucraino: gli atleti che devono ancora gareggiare alle Olimpiadi di Sochi resteranno, mentre quelli che hanno già partecipato torneranno secondo il calendario prestabilito.Lo stesso Comitato si è opposto alla richiesta della delegazione ucraina di far gareggiare i propri atelti con il lutto durante i giochi olimpici di Sochi: un diniego che ah scatenato la rabbia di alcune deputate de senatrici del Pd, che hanno chiesto alla nostra delegazione di spegnere la Fiaccola olimpica in segno di lutto.
LA TROIKA A KIEV - Mentre la città brucia,è terminato l’incontro a Kiev tra Ianukovich ed i ministri degli Esteri tedesco, polacco e francese. I ministri, all’uscita, non hanno voluto fare dichiarazioni. Secondo fonti europee, restano per ora a Kiev, dove è atteso anche un mediatore russo. Prima dei colloqui il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius era stato chiaro: «Dirò che bisogna fermare la violenza, che è evidentemente inaccettabile, e che ci prepariamo ad adottare sanzioni contro i responsabili della violenza».
LA DIPLOMAZIA ITALIANA - La Farnesina, intanto, ha convocato per venerdì l’ambasciatore ucraino a Roma Yevhen Perelygin. Lo rendono noto fonti del ministero spiegando che verrà ricevuto alle 16 dal viceministro Marta Dassù.
FONTE: corriere.it