giovedì 3 aprile 2014

Addio Province, l’abolizione è legge Forza Italia protesta in Aula: “Golpe”

Via libera definitivo della Camera al disegno di legge Delrio. Ira di Brunetta

Le città metropolitane si apprestano a diventare realtà dall’1 gennaio 2015, le Province vengono svuotate delle loro funzioni e, in attesa della riforma del Titolo V e della loro definitiva abolizione, gli organi non saranno più eletti dai cittadini. Ancora, incentivi per promuovere le unioni e fusioni di Comuni. Sono solo alcuni dei punti salienti del ddl Delrio, che con il via libera della Camera (in terza lettura) di giovedì 3 aprile è legge: con 260 sì e 158 no e 7 astenuti l’aula della Camera ha approvato il testo uscito dal Senato, testo su cui il governo aveva posto la fiducia. Il presidente sarà il sindaco del comune capoluogo; l’assemblea dei sindaci raggrupperà tutti i primi cittadini del circondario; il consiglio provinciale sarà formato da 10 a 16 membri (a seconda della popolazione) scelti tra gli amministratori municipali del territorio.

Gli enti di secondo livello

Per nessuno di questi organi è previsto un compenso. Così come non percepiranno alcuna indennità né i 52 presidenti di Provincia che sarebbero scaduti in primavera né i 21 commissari in carica per effetto della legge di stabilità fino al 30 giugno. Fino all’inizio del 2015, quando le Province 2.0 s’insedieranno, saranno questi organi a supplire al consiglio provinciale mentre gli assessori resteranno al loro posto. Sempre fino a fine 2014 e sempre a costo zero. Cambiano le funzioni: mentre su trasporti, ambiente e mobilità avranno la semplice pianificazione, sull’edilizia scolastica manterranno la gestione e cominceranno a occuparsi anche di pari opportunità. Tutte le altre competenze passeranno ai Comuni a meno che le Regioni non preferiscano tenerli per sé. E lo stesso percorso seguiranno il personale e il patrimonio.

Le città metropolitane

Vengono istituite 10 città metropolitane: oltre a Roma Capitale che per il suo status ha una disciplina speciale, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria. Le città metropolitane dall’1 gennaio 2015 subentrano alle Province omonime e succedono ad esse in tutti i rapporti attivi e passivi e ne esercitano le funzioni nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica e degli obiettivi del patto di stabilità interno. Tempi diversi sono previsti per Reggio Calabria, commissariata dal 2012: la città metropolitana non entra in funzione prima del rinnovo degli organi del Comune ed è costituita alla scadenza naturale degli organi della Provincia. Il ddl, che dà attuazione alle città metropolitane già previste dalla Costituzione ma mai decollate, le pensa come enti di secondo grado.

L’ira di Brunetta

Contro il ddl Delrio hanno votato Fi, M5S, Lega, Sel e Fdi.A favore Pd, Nuovo Centrodestra, Scelta Civica e Popolari per l’italia. Contro hanno votato Fi, M5S, Lega, Sel e Fratelli d’Italia. Durante la votazione più volte il capogruppo di Fi Renato Brunetta ha urlato «Golpe! Questo è un golpe! Votiamo compatti no». Dopo il voto, dai banchi del Pd si è levato un applauso.

FONTE: corriere.it