mercoledì 23 aprile 2014

Test d'ingresso: non l'hai passato? Le opzioni per il piano B


Il 22 e 23 Aprile il Ministero ha pubblicato i risultati dei test d’ingresso per Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. Ma chi non è rientrato nel novero dei posti disponibili, quali possibilità alternative ha? Iscriversi ad una facoltà similare, studiare all’estero o partecipare al maxi ricorso organizzato da UDU.

Nelle giornate di martedì 22 e mercoledì 23 Aprile il Miur ha reso disponibili online i risultati dei test d’ingresso per le facoltà di Medicina e Odontoiatria e Veterinaria, tenutisi rispettivamente l’8 e il 9 Aprile scorsi. Più di 10mila ragazzi, quindi, stanno finalmente per realizzare il loro sogno, nonostante debbano aspettare la graduatoria nazionale, il 12 maggio,  per scoprire la sede in cui porteranno a termine gli studi. Ma le migliaia di aspiranti medici e veterinari che non hanno ottenuto i risultati sperati, invece, cosa possono fare? Come scriviamo suSkuola.net, sono almeno tre le opzioni a cui possono aggrapparsi per un eventuale piano B: scegliere una facoltà con programmi similari, trasferirsi all’estero oppure partecipare al maxi ricorso organizzato e sostenuto dall’Unione degli Universitari.  

L’ARTICOLO 6  – Una delle opzioni più accreditate tra chi non riesce a passare la prova d’ammissione, in special modo a Medicina, è quella di scegliere dei corsi di laurea che permettano loro di sostenere esami in comune. Ad esempio, i corsi di Biologia o di Farmacia potrebbero essere una valida alternativa per vedersi convalidati numerosi esami poi, al momento del trasferimento.Un altro aiuto utile, poi, viene dall’articolo 6. L’ art. 6 del R.D. n. 1269/38 stabilisce che gli studenti iscritti a corsi di laurea e laurea magistrale possono sostenere fino a 2 esami appartenenti ad altri Corsi di laurea di pari livello dello stesso Ateneo, in aggiunta agli esami già previsti dal piano di studi del corso a cui si è iscritti. Ovviamente, però, l’anno successivo si dovrà tentare nuovamente il test, prima di richiedere il passaggio.  


STUDIARE ALL’ESTERO  – Studiare medicina all’estero ed evitare pure il test d’ammissione, si può. Le mete più gettonate dagli studenti italiani sono la Spagna e la Romania, anche se un grosso limite è determinato dai costi delle rette universitarie, decisamente più alti rispetto alle pubbliche italiane. Non tutte le università straniere, però, rilasciano titoli poi effettivamente riconosciuti in Italia, quindi, se non ci si informa bene,  si potrebbe correre il rischio di ritrovarsi, una volta tornati a casa, senza una professione. E’ invece notizia di poche settimane fa il via libera del TAR del Lazio al trasferimento dall’Università Cattolica “Nostra Signora del Buon Consiglio” di Tirana all’Università di Roma Tor Vergata, una volta concluso il primo anno di studi. Questa, quindi, potrebbe essere un’ulteriore possibilità. Bisogna ricordare che il trasferimento è possibile, ma solo qualora nella facoltà in cui si desidera iscriversi ci siano effettivamente posti disponibili per quell’anno.   


IL MAXI RICORSO – Ultima opzione considerabile è quella che mette a disposizione l’UDU, Unione degli Universitari. Dopo le contestazioni al numero chiuso dei giorni scorsi, che hanno trovato il loro apice proprio oggi in numerose mobilitazioni organizzate in tutta Italia, l’UDU consiglia il cosiddetto Maxi Ricorso, al quale si può aderire inviando tutta la modulistica necessaria scaricabile sul sito ufficiale.“Abbiamo suddiviso il ricorso collettivo in due filoni”, spiega Gianluca Scuccimarra, Coordinatore Nazionale UDU, “uno esclusivamente dedicato ai candidati che hanno sostenuto il test a Bari, per i quali le difficoltà sono state maggiori, e uno per tutti gli altri poiché, comunque, la sparizione del plico barese può aver inficiato il test in tutta Italia”. Ma, in termini di risultati ottenuti e tempo speso, ne vale veramente la pena? “Noi consigliamo a tutti di procedere col ricorso” continua Scuccimarra, “visti anche gli ottimi risultati ottenuti lo scorso anno con il Bonus Maturità. Nel giro di un paio di mesi, infatti, in quell’occasione abbiamo ottenuto la sospensiva, anche se i tempi della giustizia amministrativa si sa, non sono rapidissimi”.   
FONTE: skuola.net