domenica 24 agosto 2014

Roma, uccide e decapita colf a colpi di mannaia. Gli agenti aggrediti sparano e lo uccidono


Il killer, 35 anni, era ospite in una villetta dell’Eur: indossava abiti mimetici e una maschera da giardiniere quando è stato trovato accanto al corpo. La sorella: «Perché l’hanno ucciso?»

È rimasto in casa quando i proprietari sono partiti per le vacanze. Era un amico, ospite da un paio di mesi nella villetta di via Birmania, a Roma, dove questa mattina ha accoltellato, ucciso e decapitato con un grosso coltello la donna che lavorava lì come domestica. Poi con la stessa arma si è scagliato contro la polizia, che ha aperto il fuoco, uccidendolo. 

Il killer, Federico Leonelli, italiano di 35 anni, sarebbe il figlio di un alto funzionario delle forze armate e secondo le prime verifiche era ospite da circa un paio di mesi nell’abitazione. La vittima Oksana Martseniuk, 38 anni, di nazionalità ucraina, lavorava nella villa come domestica e non avrebbe avuto contatti precedenti con il suo assassino, nessuna denuncia di stalking o minacce presentate dalla donna nei suoi confronti.  

La prima ricostruzione: uccisa dopo una tentata violenza  
L’ipotesi degli investigatori, al momento, è che il killer abbia ucciso la donna a coltellate in seguito a una lite, forse dopo un tentato stupro, e che volesse poi farla a pezzi per riuscire a nascondere il cadavere: nell’abitazione sono state trovate diverse tracce di sangue e una possibile ricostruzione è che la donna, uccisa con un grosso coltello, sia stata poi trascinata all’interno della casa.  

L’assassino, dopo che i Vigili del fuoco sono riusciti ad aprire la porta della tavernetta dove si era chiuso assieme al cadavere, ha tentato di aggredirli brandendo la stessa arma con cui poco prima aveva ucciso la sua vittima: l’hanno trovato sporco di sangue, con il volto coperto da una maschera da giardiniere e abiti paramilitari, pantaloni mimetici, t-shirt verde, anfibi. Accanto a lui, in una scena da film horror, il corpo senza vita della donna, uccisa con più colpi d’arma da taglio e decapitata. 

Sarebbe uscito dalla villetta armato e minacciando chiunque si avvicinasse è riuscito a raggiungere la sua auto nel vialetto della villa. A quel punto l’intervento degli agenti che hanno sparato contro l’auto, colpendo anche l’uomo, morto per le ferite in ospedale. Sono stati esplosi più colpi: due i fori visibili sul parabrezza della Chevrolet grigia dell’assassino, parcheggiata nel cortile della lussuosa villa.  

La sorella: «Perché l’hanno ucciso?»  
È stato ucciso mentre fuggiva. E sulla ricostruzione, la sorella di Federico Leonelli, Laura, vuole chiarezza: «Ad di là di quanto accaduto, perché mio fratello è stato ucciso? Perché hanno mirato al cuore? Loro avevano una pistola e lui un coltello. Mi diano una risposta. Mio fratello - aggiunge - era un ragazzo veramente d’oro ed era un bravissimo zio, si prodigava con i miei figli di 3 anni e mezzo e 6».  

Le testimonianze  
E stato il domestico di una villa vicina a sentire le urla della donna e a dare il primo allarme: via Birmania è una stradina senza uscita che costeggia la via Cristoforo Colombo, una delle arterie che collegano Roma con il litorale. Una via residenziale, poco distante da quella che l’ex sindaco Francesco Rutelli ed il regista Ettore Scola hanno scelto per viverci. Non ci sono negozi, l’unico panorama sono costose villette e giardini verdi. È in qui che il domestico ha sentito «la voce di una donna che strillava - racconta - Ho avvisato subito il padrone di casa che ha dato l’allarme alla polizia». Ma non tutti sono disposti a parlare: «Io stavo dormendo» dice un altro. Il delitto si è consumato qui, tra costosi impianti di videosorveglianza: «Abbiamo sentito un forte rumore intorno alle nove, così siamo usciti di casa per controllare la situazione. All’arrivo della polizia abbiamo messo a disposizione una scala per poter scavalcare il cancello della villa da dove erano partite le urla» aggiungono.  

FONTE: lastampa.it