lunedì 15 settembre 2014

Migranti, ecatombe Mediterraneo “In cinque giorni oltre 800 morti”


Drammatico bilancio dell’agenzia dell’Onu: «È una crisi umanitaria senza precedenti»

I cadaveri di centinaia di disperati in fuga da guerra e povertà riaffiorano nelle acque del Mediterraneo, dove sono oltre 800 i morti e i dispersi solo negli ultimi giorni. «È una crisi umanitaria senza precedenti», lancia l’allarme l’Alto commissariato per i rifugiati dell’Onu (Unhcr), che fino a ieri stimava 2.500 morti dall’inizio dell’anno, 2.200 solo dall’inizio di giugno. 

L’ULTIMA STRAGE  
L’ultima tragedia al largo delle coste di Tripoli, non lontano da quella spiaggia della morte dove settimane fa arrivarono sulla riva decine di cadaveri dopo l’ennesima tragedia in mare. Questa volta è toccato a un barcone carico di oltre 250 persone, «tante donne», che è affondato davanti a Tajoura, il tormentato sobborgo a est della capitale libica, epicentro degli scontri armati tra milizie rivali. 

UN MARE DI CADAVERI  
«Ci sono così tanti morti che galleggiano sul mare», ha detto un ufficiale della Marina libica, quasi attonito di fronte all’ennesima tragedia che funesta quelle acque. Altrettanto tragico il destino di oltre 600 persone date per morte o disperse dopo una serie di naufragi davanti alle coste egiziane o in prossimità di quelle maltesi da venerdì scorso, secondo stime che l’Unhcr stesso non può confermare come certe. Sono cifre che vengono spesso fornite dai sopravvissuti, quindi prese con le pinze, ma potrebbero celare una tragedia di dimensioni ben più ampie. 

I RACCONTI DELL’ORRORE  
Ad esempio, due ragazzi palestinesi di Gaza miracolosamente scampati a un naufragio hanno fatto luce su un drammatico episodio, raccontando quello che per l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) è «un omicidio di massa». In 500 sarebbero partiti da Damietta, in Egitto, il 6 settembre. Mercoledì scorso «dopo aver già cambiato diverse imbarcazioni lungo la rotta - hanno detto i due sopravvissuti all’Oim -, i trafficanti, a bordo di un altro natante, hanno chiesto ai migranti di “saltare” su un’ennesima nave più piccola e precaria. Molti si sono ribellati: ne è nato uno scontro con i trafficanti che hanno speronato il barcone dei migranti facendolo affondare». La maggior parte delle 500 persone sono cadute in mare e affogate, altre sono riuscite a restare a galla aggrappandosi a mezzi di fortuna: tra queste i due giovani palestinesi, soccorsi da un mercantile e portati a Pozzallo. Corpi di migranti sono affiorati ieri davanti alle coste di Alessandria d’Egitto. Difficile capire se si tratti dello stesso episodio. 

I NUMERI  
Dall’inizio dell’anno, stima l’Unhcr, «sono 130.000 le persone arrivate via mare in Europa, più del doppio dei 60.000 registrati nel 2013». La gran parte diretti verso l’Italia, che ha registrato «118.000 arrivi, la maggior parte dei quali soccorsi in mare dall’Italia nel contesto dell’operazione navale Mare Nostrum». 
«La portata di questa crisi impone a tutti noi di svegliarci», ha incalzato Angelina Jolie, inviata speciale dell’Unhcr, nel corso della visita al quartier generale del soccorso navale di Malta. «Dobbiamo renderci conto - ha sottolineato l’attrice - che ciò che spinge le persone a prendere la terrificante decisione di rischiare la vita dei loro figli a bordo di navi insicure e sovraffollate è l’impellente desiderio di trovare protezione». 

FONTE: lastampa.it