domenica 16 novembre 2014

G20, Putin sotto assedio lascia il vertice Obiettivo crescita del 2,1 % entro il 2018


Ancora tensione sull’Ucraina, Obama a Mosca: «Accordi violati, Russia resterà isolata». Presentate le conclusioni del vertice: accordo sul clima e sulla lotta all’evasione globale

Crescita del 2,1% entro il 2018. È l’obiettivo economico dei big del pianeta, contenuto nel documento conclusivo del G20. Si tratta di un numero leggermente superiore rispetto al 2% prospettato finora. Le misure promesse dai 20 paesi più potenti del mondo per rilanciare l’attività economica «faranno crescere di oltre 2mila miliardi di dollari» il Pil mondiale e «creeranno milioni di posti di lavoro», si legge ancora nella nota finale.  

ACCORDO SU CLIMA ED EVASIONE  
È stato poi raggiunto un accordo su lotta ai cambiamenti climatici e all’evasione fiscale. «Sosteniamo - si legge nel documento di Brisbane - un’azione forte ed efficace per far fronte al cambiamento climatico. Ribadiamo il nostro sostegno alla mobilitazione di risorse finanziarie per l’adattamento dei paesi vittime dei cambiamenti climatici, come il Fondo verde» delle Nazioni Unite destinato ad aiutare i paesi vulnerabili. Il G20 incoraggia anche i progressi nella lotta contro i paradisi fiscali, l’evasione fiscale e la cosiddetta «ottimizzazione fiscale», cioè le agevolazioni offerte da alcuni paesi per attirare le grandi aziende. Riguardo all’ottimizzazione fiscale, con tecniche utilizzate tra l’altro dal Lussemburgo come rivelato dalla vicenda Luxleaks, i paesi più ricchi «salutano i progressi significativi» registrati dall’iniziativa dell’Ocse. Il G20 vuole concludere questo cantiere entro il 2015” per garantire «trasparenza» in alcune pratiche giudicate «nefaste». 

PUTIN LASCIA IL VERTICE IN ANTICIPO  
E’ rimasta invece alta la tensione sull’Ucraina. Putin, assediato da più parti, ha lasciato il vertice. L’aereo presidenziale ha lasciato l’aeroporto della città australiana prima della pubblicazione del comunicato finale: il decollo è stato trasmesso dagli organizzatori del Vertice nel circuito chiuso di immagini televisive a disposizione della stampa. «Ho lasciato il vertice del G20 in anticipo per poter recuperare qualche ora di sonno», ha cercato di spiegare lo stesso presidente russo, spiegando che il volo di ritorno a Mosca sarebbe durato 18 ore e di aver bisogno di dormire almeno quattro ore prima di tornare al lavoro lunedì. Almeno stando alle parole di Putin riportate dai media australiani, la sua partenza anticipata non sarebbe dovuta alla fredda accoglienza ricevuta al vertice a causa della posizione russa sull’Ucraina. Putin ha anche riferito di avere spiegato le sue ragioni al premier australiano Tony Abbott, che gli avrebbe risposto, «nessun problema».  

TENSIONE SULL’UCRAINA  
«Se la Russia in Ucraina continuerà a violare lo spirito dell’accordo di Minsk, che Putin stesso ha accettato, l’isolamento della Russia continuerà», aveva detto il presidente statunitense Barack Obama in una conferenza stampa. «La Russia ha l’opportunità di prendere una strada diversa per risolvere la crisi in Ucraina nel rispetto della sovranità e del diritto internazionale - ha detto ancora Obama - se lo farà io sarò il primo a eliminare le sanzioni che obiettivamente hanno un effetto devastante su economia russa. Se continuerà a violare il diritto e gli accordi di Minsk allora continuerà anche l’isolamento della Russia». Si è unito alle critiche anche David Cameron: «Durante il G20 è arrivato un messaggio molto chiaro dall’Europa e dagli Usa alla Russia sul modo nel quale noi intendiamo affrontare la crisi ucraina nei prossimi mesi e nei prossimi anni», ha spiegato il premier britannico. Per il momento, comunque, sono state escluse nuove sanzioni contro la Russia.

FONTE: lastampa.it