sabato 6 dicembre 2014

Mafia a Roma, contatti anche con altri politici. Renzi: “Questo sistema corrotto mi fa schifo”


Il premier e l’inchiesta sulla mafia nella Capitale: si facciano subito i processi, dobbiamo sapere chi ha rubato. Nelle carte i rapporti di Carminati con Finmeccanica e gli incontri di Buzzi con Berlusconi e Gianni Letta

Il presidente del Consiglio si scaglia contro mafia e tangenti, ma stigmatizza le polemiche sulla foto del ministro Poletti con Salvatore Buzzi, numero due della Cupola nella capitale. «Quello che emerge dalle indagini in queste ore fa letteralmente schifo. Un sistema di potere corrotto, denari ai politici e non solo ai politici - osserva Matteo Renzi -. Lottare contro la corruzione è una priorità del governo e anche per questo va respinto con forza il tentativo di mettere sullo stesso piano, come fatto ingiustamente contro un galantuomo come Poletti: prendere una tangente non è la stessa cosa che fare una foto a cena. Se passa questo vince chi dice che sono tutti uguali». 

L’indignazione del premier è giustificata da tutti i dettagli che emergono dalle quattromila pagine dell’informativa dei Ros, ma anche da una circostanza che lo riguarda direttamente. Alla cena per raccogliere finanziamenti per il Pd - lo scorso 7 novembre nel Salone delle Fontane all’Eur - c’era un pezzo di Mafia capitale. Salvatore Buzzi, braccio operativo imprenditoriale dell’ex terrorista Nar Massimo Carminati, con lui altre quattro persone del suo giro, tra cui il suo braccio destro Claudio Bolla, e Carlo Maria Guarany, che nell’ordinanza del gip Flavia Costantini viene definito «stretto collaboratore di Buzzi con il quale contribuisce alle operazioni corruttive e di alterazione delle gare pubbliche». I cinque prendono un tavolo, pagano 10 mila euro e lamentano la scarsa qualità della cena.  

Buzzi è in carcere per associazione mafiosa, stessa accusa per l’indagato Guarany. E ora dalle carte emerge uno spaccato di corruzione per aggiudicarsi appalti pubblici per campi nomadi, centri profughi, raccolta differenziata e aree verdi. Dirigenti e politici del Campidoglio e della Regione Lazio, di destra e di sinistra, finiscono chi in manette chi con un avviso di garanzia per associazione di stampo mafioso. Manifesti, cene elettorali, attacchinaggio: Mafia capitale si scatena dappertutto per ottenere favori. E se da giorni è noto l’allungamento dei tentacoli della Piovra sul Pdl e Alleanza nazionale e su esponenti del Pd indagati, le intercettazioni rivelano ora anche contatti con persone non raggiunte da un avviso di garanzia.  

Come per esempio il deputato Pd Micaela Campana «membro della Commissione Giustizia e del Comitato Parlamentare di controllo e vigilanza in materia di immigrazione» tanto cara a Buzzi per il problema del centro accoglienza profughi a Castelnuovo di Porto (la cooperativa 29 Giugno è stata scalzata per effetto del ricorso al Tar di un’altra coop esclusa) sul quale, grazie all’intervento di Alemanno, era stata avviata una propaganda stampa sul Tempo. Buzzi: «Ho concordato con Micaela che mi faceva un’interrogazione sul casino che è successo sul Cara de Castelnuovo che la giudice Sandulli, se vai a pagina 11 del Tempo c’ha… è legata mani e piedi». E la deputata gli manda un sms: «Parlato con segretario ministro. Mi ha buttato giù due righe per evitare il fatto che mi bloccano l’interrogazione perché non c’e ancora procedimento. Domani mattina ti chiamo e ti dico. Bacio grande capo». Buzzi s’interessa anche dell’eurodeputato pd Enrico Gasbarra, di cui parla mentre accenna a un contributo elettorale per la Campana: «…allora te sto a di no...riguardo a Michela... io domani siccome la devo vede’ prima de...de Gasbarra...e siccome dovemo dagli pure 20 mila euro per sta c... de la campagna elettorale, ce fai aprì sta cosa te damo 1 euro a persona.. per la campagna elettorale..».  

E ancora: «Poi un’altra cosa Claudio... devi capì... noi il nostro mo... mondo è Gasbarra, non è Bettini». Salvatore Buzzi è uno che ama avvicinare i politici. Come racconta a Carminati sul leader Pdl Berlusconi: «Allora Alemanno m’ha presentato a Silvio, dicendo: “Ti presento il capo della cooperative rosse di Roma”». Buzzi puntava talmente alla gestione del Cara di Castelnuovo di Porto. Tanto da riuscire a ottenere un incontro con Gianni Letta (di questo ne parla al telefono anche con Carminati) per fare pressione sul prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro. Il 18 marzo, Buzzi e il suo collaboratore Guarany vanno in Largo del Nazareno 8, dove ci sono gli uffici di Gianni Letta (il loro arrivo è documentato dalle fotografie: entrano alle 11.22 ed escono alle 11.43). Buzzi, al telefono con Schina, esulta dicendo che Letta gli ha organizzato un incontro con il prefetto di Roma. E in un’altra intercettazione, parlando dei rapporti con Odevaine, cita anche Walter Veltroni che bolla l’episodio come «un’assoluta millanteria, anzi una totale follia». Buzzi lamenta poi la difficoltà di non riuscire ad agganciare il ministro Angelino Alfano.  

Interessante, infine, il rapporto di Carminati con Finmeccanica. Sempre Buzzi: «Ma lo sai che mi dice Massimo? Lo sai perché Massimo è intoccabile? Perché era lui che portava i soldi per Finmeccanica! Bustoni di soldi! A tutti li ha portati! Non mi dice i nomi…4 milioni dentro le buste! 4 milioni! A tutto il Parlamento! Pure a Rifondazione!» Carminati è inoltre amico con Paolo Pozzessere, ex direttore commerciale di Finmeccanica e imputato di corruzione internazionale. Il 13 giugno del 2013 i due si incontrano e Carminati parla con toni di competenza di Alessandro Pansa, l’ex ad «Pansa è un contabile eh? Cioè stai a parla’ di un contabile... non puoi mette a Finmeccanica un contabile, eh?».

FONTE: Grazia Longo (lastampa.it)