lunedì 23 febbraio 2015

Fine del segreto bancario. Italia e Svizzera firmano accordo

Patto siglato a Milano tra il ministro Padoan e il consigliere federale Schulumps. Renzi su Twitter: «Siglato l'accordo, miliardi di euro che ritornano allo Stato»
 
Italia e Svizzera hanno firmato l’accordo in materia fiscale. A siglarlo a Milano il ministro Pier Carlo Padoan e il consigliere federale Widmer Schulumps. «Con questa firma realizziamo un passo in avanti molto importante nelle relazioni fra i due paesi. L’accordo, che ha richiesto un lavoro lungo e difficile ma che si è concluso con pieno successo, prevede due diversi documenti, un primo giuridico sullo scambio di informazioni che ora va all’esame dei parlamenti e uno politico sulla road map da seguire per definire ulteriori questioni come il trattamento fiscale dei transfontalieri e il trattamento di Campione di Italia». È quanto ha dichiarato Padoan al termine della sigla dell’accordo con la Svizzera sullo scambio di informazioni fra i due paesi. «Questa intesa si inquadra in un processo internazionale che è andato assumendo grande importanza nel corso degli ultimi anni sotto la guida dell’Ocse e del G20».
I benefici
«Questo accordo ci è costato un euro, posso dire con certezza che porterà a entrate per più di un’euro ma oltre non vado» ha risposto il ministro Padoan a chi gli chiedeva quali benefici concreti in termini di maggiori entrate l’Italia potrà attendersi dal patto siglato oggi con la Svizzera. «In un’ottica di più lungo respiro — ha detto Padoan — ci saranno grandi benefici per la finanza pubblica italiana perché l’intesa pone le condizioni di una maggiore trasparenza e fiducia tra i contribuenti e l’amministrazione e rende più amichevole ed efficiente la gestione delle questioni fiscali in entrambi i paesi». Anche il premier Matteo Renzi ha commentato l'accordo su twitter : «Miliardi di euro che ritornano allo Stato».
 
I lavoratori
«Ci sarà una reciprocità nel trattamento di questi lavoratori - ha detto Padoan - e si arriverà a una situazione in cui il lavoratore pagherà una quota massima del 70% delle tasse sul reddito nel paese dove lavora (contro il 60%) attuale, e il rimanente 30% nel paese di residenza. Il carico fiscale sui transfrontalieri non sarà inferiore a quello attuale ma inizialmente non superiore e sarà portato gradualmente in linea con quello degli altri lavoratori transfrontalieri» ha spiegato Padoan.
I paradisi fiscali
L’accordo firmato da Italia e Svizzera «va nella direzione dell’eliminazione dei paradisi fiscali — ha precisato Padoan —. Ci sono altri paradisi fiscali ma questa intesa va nella direzione della loro eliminazione. Per loro sarà sempre meno conveniente e più difficile resistere allo scambio di informazioni e sarà meno conveniente rivolgersi a questi Paesi». Padoan ha infatti annunciato che il 26 febbraio l’Italia firmerà un patto in materia fiscale anche con il Liechtenstein.
 
FONTE: corriere.it