sabato 14 marzo 2015

Duemila ragazzi da cento Paesi diversi a Roma per simulare l’assemblea dell’Onu

L’esperimento si chiama Rome Model United Nations. I giovani non rappresentano i propri Stati di appartenenza, ma altri popoli scelti e studiati per un anno

In attesa del Giubileo, a Roma si riuniscono le Nazioni Unite, o quasi. Sono duemila i ragazzi provenienti da cento diversi Paesi del mondo che stanno simulando, con grande professionalità, un’assemblea generale dell’Onu, con tanto di dieci commissioni. L’esperimento si chiama RomeMUn e, come nello spirito originario delle Nazioni Unite, i giovani non rappresentano i propri Stati di appartenenza, ma altri popoli scelti e studiati per un anno. Federica, studentessa romana di 22 anni, parla a nome dello Zimbawe nella commissione della Fao, mentre l’indiana Sana, difenderà la voce dei birmani. 

Le sessioni svolte rigorosamente in inglese, avranno come tema di fondo l’Expo 2015 e il suo focus sul cibo. Il Rome Model United Nations è organizzato dall’Associazione Giovani nel Mondo e dal portale Carriere Internazionali.com, con il patrocinio di FAO, IFAD, WFP e del ministero degli Esteri. Stamattina l’inaugurazione all’università Luiss Guido Carli di Roma dopo gli interventi delle autorità (“I giovani avranno la possibilità di abbattere le distanze geografiche e i confini culturali per entrare in contatto l’uno con l’altro” dice l’assessore comunale alla scuola Paolo Masini), subito al lavoro nelle commissioni, con un confronto anche con gli ambasciatori (veri).  

Si andrà avanti fino a mercoledì, poi gran finale a Eataly, dove i delegati incontreranno gli studenti universitari. Per saperne di più e magari partecipare alle prossime edizioni c’è il sito www.romemun.org 

FONTE: Francesco Olivo (lastampa.it)