mercoledì 18 marzo 2015

Tunisi, attacco al museo: 19 morti, “alcuni italiani” Due terroristi uccisi in un blitz. L’ombra dell’Isis


Terrore nel Bardo, in azione un commando di 5 persone. Una turista torinese: «Sparano, aiuto». In salvo altri 200, di cui 100 connazionali. Coinvolti molti croceristi della Costa

Strage al Museo del Bardo di Tunisi dove almeno 19 persone, 17 ostaggi e due terroristi, sono rimaste uccise. Ma il bilancio potrebbe aggravarsi. Il premier tunisino ha parlato di due turisti italiani uccisi, ma si temono altre vittime tra i connazionali. Per ora la Farnesina non ha ancora confermato. Più di 200 visitatori erano presenti all’interno del museo quando è entrato un commando di quattro-cinque terroristi. Le forze speciali antiterrorismo hanno liberato gli ostaggi con un blitz: due terroristi e un agente sono rimasti uccisi. Il premier tunisino ha parlato di «italiani, tedeschi, polacchi e spagnoli tra le vittime della strage» e spiegato che i due terroristi «potrebbero avere avuto il sostegno di 2-3 elementi, che sarebbero in fuga».

I turisti italiani coinvolti  
Nell’attacco sono rimasti coinvolti anche diversi altri italiani: cento connazionali sarebbero stati tratti in salvo. Carolina Bottari, impiegata presso l’ufficio Patrimonio dell’amministrazione comunale di Torino, era tra gli ostaggi: «Qui stanno sparando a tutti - ha raccontato a La Presse - vi prego aiutateci». Una coppia di ebrei romani è invece riuscita a sfuggire all’attacco terroristico, uscendo dal museo prima che i terroristi prendessero gli ostaggi. Molti dei turisti italiani sarebbero passeggeri della nave Costa Fascinosa e tra loro c’è un gruppo di dipendenti del Comune di Torino. Durante la sosta alcuni hanno fatto un tour in alcuni luoghi della città, tra cui il Museo Nazionale del Bardo», comunica Costa Crociere.  

La dinamica dell’attacco  
La sparatoria è avvenuta proprio al Museo dei mosaici della capitale tunisina, dove i presunti terroristi si sono rifugiati. Gli autori dell’attacco, vestiti con divise militari, avrebbero cercato di infiltrarsi all’interno dell’Assemblea dei rappresentanti del popolo, il Parlamento tunisino, prima di asserragliarsi nel vicino museo. Secondo la ricostruzione del parlamento, gli uomini armati avrebbero tentato di entrare nella sede del parlamento ma sono stati bloccati dalle guardie della sicurezza. Al momento dell’attacco era in corso una riunione della Commissione parlamentare sicurezza ed esercito, che lavora per redigere una legge antiterrorismo, ed erano presenti alcuni generali dell’esercito.  

’ombra dell’Isis  
Secondo quanto riportano alcuni media tunisini i jihadisti dello Stato islamico (Is) hanno rivendicato il sequestro di turisti stranieri. Uno dei presunti responsabili dell’attacco sarebbe stato arrestato mentre gli altri due sono stati uccisi durante il blitz delle forze speciali. Lo riferiscono a Efe fonti della sicurezza, precisando che l’arrestato è uno studente di 22 anni.  

Il premier: sarà guerra lunga  
Dopo l’attentato il premier tunisino Habib Essid ha lanciato l’allarme: «Questa sarà una guerra lunga: dobbiamo mobilitarci a ogni livello, tutti insieme, tutte le appartenenze politiche e sociali per lottare contro il terrorismo. Serve unità nella difesa del nostro paese che è in pericolo».  

Renzi: “Colpiti tutti noi”  
Il premier italiano ha aperto le sue comunicazioni alla Camera sul Consiglio Ue di domani e venerdì parlando dell’attentato al museo di Tunisi: «Il primo pensiero va ai nostri connazionali, alle vittime, il nostro convinto sostegno va al governo tunisino perchè possa uscire da questa prova: l’Italia è al loro fianco. Dove si cerca di aggredire il sistema democratico, la cultura, la moderazione del governo tunisino si colpisce ciascuno di noi», ha aggiunto Renzi. 

FONTE: Lidia Catalano, Filippo Femia, Davide Lessi (lastampa.it)