venerdì 27 marzo 2015

Rebus Libia, due bozze sul tavolo dell’Onu


Al vaglio il rinnovo della missione attuale e un piano più serrato nel contrasto al terrorismo che accontenterebbe i Paesi arabi

Due bozze di risoluzione sono sul tavolo del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in merito al dossier libico, una tecnica, e una presentata dalla Giordania che si incentra sul contrasto al terrorismo incarnato dallo Stato islamico e dai gruppi ad esso affiliati. Due documenti - di cui La Stampa ha avuto visione - che rappresentano un doppio binario sul quale sviluppare un percorso orientativo di uscita dalla crisi del Paese nordafricano.  

La prima risoluzione, squisitamente tecnica, prevede il rinnovo della missione Unsmil per sei mesi - ed è questa la novità - anziché l’estensione a tempi più limitati, come avvenuto all’inizio di marzo con soli 30 giorni di proroga. Il documento al voto dei quindici membri conferma inoltre le sanzioni alla Libia, tra cui l’embargo previsto per l’importazione di armamenti, il congelamento degli asset finanziari e il divieto di viaggio nel Paese. Si proroga inoltre il mandato del rappresentante speciale del segretario generale Ban Ki-moon, Bernardino Leon. Il tutto al fine di ricercare di una soluzione politica, la formazione di un governo di unità nazionale, e l’individuazione di standard di sicurezza. Il Cds inoltre “afferma la sua disponibilità a rivedere l’adeguatezza delle misure contenute nella presente risoluzione”.  

La seconda bozza, invece, contiene una serie di disposizioni atte a intensificare gli sforzi contro le attività terroristiche di stato islamico, Ansar Al-Sharia e affiliati. Esprime grave preoccupazione sul rischio rappresentato dalla presenza crescente di “foreign fighters” in Libia e per l’uso delle nuove tecnologie di comunicazione da parte di terroristi. Incoraggia, quindi, nell’ambito della lotta al terrorismo, gli Stati membri a scambiare informative che identifichino persone, gruppi o entità che a vario titolo sostengono l’Isis e i gruppi affiliati. 

FONTE: Francesco Semprini (lastampa.it)