sabato 4 aprile 2015

Pentagono prova nuova superbomba. Un «messaggio» all’Iran

Modello della super bomba durante lo sviluppo nel 2007 (Ap)

Capace di distruggere postazioni sotterranee particolarmente protette o ricavate all’interno di montagne

Un messaggio all’Iran. E non solo. Il Pentagono ha testato una nuova versione della Big Blu, la super bomba in grado di distruggere postazioni sotterranee particolarmente protette o ricavate all’interno di montagne. Un ordigno da 15 tonnellate è stato sganciato, a metà gennaio, su un poligono dell’aviazione. La notizia della prova è apparsa venerdì sul Wall Street Journal, ma indiscrezioni erano gia emerse all’inizio dell’anno.

Migliorate le contromisure
Un bombardiere B2 è decollato dalla base di Whiteman, in Missouri, e ha raggiunto la zona di White Sands, New Mexico, dove sorge il poligono dell’Us Air Force. Qui ha sganciato la MOP, sigla che sta per Massive Ordnance Penetrator. Nella missione è stato coinvolto anche un drone RQ 170 Sentinel con il compito di verificare il risultato del raid. In caso di un impiego reale, il B2 sarebbe seguito proprio dal velivolo senza pilota. Ovviamente il Pentagono non ha svelato le modifiche apportate alla bomba, anche se gli esperti sostengono che siano state migliorate le contromisure che proteggono il sistema di guida. Tutto realizzato grazie a un programma di sviluppo costato 341 milioni di dollari. Cifra alla quale potrebbero aggiungersene altri 120 durante il 2015.
Target protetti
Messa a punto tra il 2008 e il 2011, la bomba ha subito un’evoluzione per adattarla alle nuove esigenze. In particolare dopo che l’Iran e la Corea del Nord hanno costruito impianti sotterranei proprio per metterli al riparo da eventuali raid. Nel 2012 era emerso che la bomba non era abbastanza potente per perforare lo scudo dei bunker avversari. L’anno dopo è stata modificata, quindi testata. Un percorso segreto del quale però, ogni tanto, sono stati diffusi dei particolari generici.
Informazioni a Israele
Non è un caso che Washington abbia divulgato le informazioni all’indomani dell’accordo di principio sul nucleare. Il segnale è chiaro: l’opzione militare non è stata ancora scartata. Lo stesso segretario alla Difesa Ashton Carter lo ha sottolineato pochi giorni fa. Altro aspetto interessante riguarda Israele, avversario tenace dell’intesa. Il Pentagono ha condiviso con Gerusalemme i risultati del test della Big Blu e ha passato alla Difesa israeliana un video che mostra il lancio dell’ordigno su un obiettivo. Gli ufficiali statunitensi sostengono che due MOP su un singolo target avrebbero un effetto devastante, mai visto prima d’ora.
Il Sentinel precipitato
Infine un dato. Il profilo di missione prevede l’azione in coppia dei B2 con i Sentinel, drone studiato per violare lo spazio aereo nemico. Proprio uno di questi velivoli è precipitato in territorio iraniano nel dicembre 2011. Non si è mai capito se sia stato abbattuto, se i pasdaran siano riusciti a dirottarlo interrompendo i collegamenti con la stazione di controllo oppure sia caduto per un’avaria. Successivamente l’Iran ha presentato una presunta copia del Sentinel, una mossa più che altro propagandistica. Per molti si tratta di un semplice modello, privo di tecnologia sofisticata. 
 
FONTE: Guidio Olimpio (corriere.it)