giovedì 14 maggio 2015

Siria, l’Isis minaccia Palmyra e le sue rovine patrimonio dell’umanità «10 persone decapitate dai militanti»

 
Il sito archeologico di Palmyra in Siria
 
I jihadisti avanzano verso la città nell’Est del Paese, considerata strategica per la sua posizione. E si teme che possano nuovamente distruggere reperti archeologici
 
L’Isis marcia su Palmyra, città simbolo nell’Est della Siria. Le sue unità hanno conquistato numerose posizioni, comprese quelle ad al Amiriya, nel settore nord. Ed è a meno di cinque chilometri dai famosi siti archeologici, inseriti nel patrimonio dell’Unesco. In molti temono che i jihadisti, come hanno fatto in altre aree, possano distruggerli. Segnalate perdite anche tra i civili. Secondo l’Osservatorio siriano 26 persone - accusate di essere pro-regime - sono state assassinate dai militanti islamisti in un villaggio a est della città: a dieci hanno tagliato la testa.
L’avanzata verso il confine
Le colonne di mujaheddin, al solito molto mobili e dinamiche, hanno sferrato l’offensiva su più fronti impegnando i reparti governativi. Secondo alcune fonti lo schieramento difensivo, pur preparato, ha dovuto essere rivisto a causa della partenza di numerosi contingenti. Soldati mandati dal regime nella regione di Idlib. La manovra dell’Isis punta ora a conquistare alcuni importanti depositi militari ed a soffocare progressivamente lo schieramento avversario. Un’iniziativa che ha permesso di assicurarsi il controllo di al Sukhna, località sull’asse stradale che porta verso il confine iracheno, a Deir ez Zor. Pioggia di razzi anche sulla vicina base aerea dal quale partono i caccia impegnati nell’attività di contrasto. Il sito “Syria Direct” precisa che a causa dei bombardamenti i jet avrebbero dovuto ridurre le sortite. Una situazione difficile. Sempre le medesime fonti aggiungo che Damasco sta cercando di rispondere mobilitando le forze (scarse) a disposizione.
Perché Palmyra è importante
Palmyra è molto importante per i governativi. Per tre ragioni. E’ la porta geografica che guarda verso Est. Ospita grandi scorte di materiale bellico. Nelle vicinanze ci sono i campi di gas naturale e petrolio di Shaer. Una risorsa economica non da poco e che fa gola al Califfo. Un eventuale rovescio avrebbe anche un impatto sul morale del regime che ha patito numerose sconfitte e ora è impegnato nell’attacco a Ovest, sui monti del Qalamun. Insomma una partita strategica significativa che potrebbe avere ripercussioni più ampie.
Arte e propaganda
I combattimenti poi mettono a rischio le meraviglie archeologiche della cittadina. E se anche non dovessero essere coinvolte negli scontri c’è sempre la possibilità che siano spazzate via dalla follia distruttrice dell’Isis. Lo Stato Islamico sa bene che distruggendo i siti otterrebbe titoloni e attenzione generale. Lo ha fatto in passato in Iraq, potrebbe ripetere lo schema a Palmyra. Una tattica sviluppata in parallelo a quella dell’orrore, con i prigionieri decapitate.
 
FONTE: Guido Olimpio (corriere.it)