sabato 23 maggio 2015

Quote migranti, nuova bozza europea: 24 mila dovranno lasciare l'Italia

 
Si limano a Bruxelle le quote di profughi da distribuire tra i Paesi europei. L'ultimo numero uscito dal cilindro di Bruxelles è 40mila da far accogliere in Europa, il 60 per cento provenienti dall'Italia, il 40 dalla Grecia. A conti fatti, 24mila richiedenti asilo dovrebbero spostarsi dall'Italia nel resto della Ue, 16mila dalla Grecia. Questo l'orientamento che sarebbe emerso dalla riunione ieri dei capi di gabinetto della Commissione proprio mentre i capi di governo si confrontavano a Riga, dietro le quinte d'un vertice dedicato ufficialmente al partenariato orientale.
Tre le scadenze: l'adozione di una proposta legislativa finale da parte della Commissione europea mercoledì 27 maggio, il Consiglio dei ministri dell'Interno il 15 giugno, e il summit dei capi di governo il 25. Prosegue intanto l'offensiva diplomatica italiana. Assertivo Renzi in Lettonia, ha ribadito di voler recuperare il barcone del naufragio di aprile con centinaia di vittime. «L'Europa deve guardare negli occhi il dramma dell'immigrazione e del Mediterraneo. Dobbiamo dare sepoltura a quelle sorelle e a quei fratelli morti in mare. Impossibile per chiunque, anche per i colleghi leader europei, pensare di poter tenere quella nave nascosta agli occhi: la coscienza dell'Europa non sta a 380 metri di profondità». Parole che avevano l'obiettivo politico di mantenere alta l'attenzione e pressione dei cittadini europei sui loro leader riguardo ai flussi migratori, e spingere verso una concreta politica della condivisione e accettazione delle quote. «Ne stiamo parlando a tutti i livelli. Non sono preoccupato, credo che ci sia tutto lo spazio per trovare un punto d'intesa».

LINEA DURA FRANCESE
Ma il presidente François Hollande conferma la linea dura francese: «Ho parlato con Renzi e gli ho detto che l'accoglienza e la registrazione per distinguere tra i migranti economici e quelli che hanno diritto d'asilo va fatta dai Paesi di fronte al Mediterraneo». Come l'Italia. La Commissione Juncker sta preparando la proposta del 27 maggio e accanto alle quote c'è una parte che non piace troppo all'Italia. Spiegano alcune fonti che vi sarà «un richiamo ad assolvere i propri obblighi, in termini di impronte digitali e registrazioni di tutti i migranti che sbarcano», attraverso la creazione di “hotspot”, centri dove far convergere tutti quelli che arrivano e sottoporli al controllo non solo degli italiani ma di specialisti di Frontex, dell'Easo (l'Ufficio europeo di supporto all'asilo) e di Europol. I profughi saranno accolti, i migranti economici rimpatriati «tempestivamente».
I numeri dei ricollocati resterà incerto fino all'ultimo. Da un minimo di 20mila a un massimo, pare, di 60mila. In forse l'obbligatorietà dell'accoglienza. Gran Bretagna, Francia e i Paesi dell'Est hanno già detto di no. Nei giorni scorsi i britannici avevano pubblicizzato operazioni della loro Marina di soccorso ai migranti e ieri è stata la volta dei francesi con la “Commandant Biriot” che ha raccolto in mare e sbarcato a Taranto i 297 di una nave egiziana (5 poi arrestati come presunti scafisti). «Preoccupato per il diffondersi di posizioni contro la condivisione degli sforzi» si dice il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, mentre il sottosegretario all'Europa, Sandro Gozi, chiede alla Commissione di confermare «tutto il pacchetto dell'Agenda Ue sull'immigrazione».