mercoledì 27 maggio 2015

L’Ue allarga Triton: “Ricerca e soccorso” fino a 138 miglia

 
Oggi la Commissione vara il piano per i migranti. Garantiti 100 milioni l’anno
 
Triton raggiunge Mare Nostrum e ne diventa la copia in salsa europea. Non solo avrà la stessa dote finanziaria (100 milioni l’anno), ma Frontex - l’Agenzia europea per il controllo delle frontiere comuni - ha annunciato ieri l’estensione sino a 138 miglia dell’area operativa della missione di «Search & Rescue» nel Mediterraneo. Vi parteciperanno tre aerei, sei navi d’altura, dodici pattugliatori, due elicotteri e quindici team di esperti provenienti da tutta Europa, meno che da Ungheria, Slovacchia e Bulgaria. In giugno la Commissione verserà il primo assegno da 26,5 milioni, mentre sarà creata una base operativa nella Trinacria che coordinerà gli sforzi delle nostre autorità con Europol, Eurojust e l’Ufficio per l’Asilo
 
E’ un operazione importante, annunciata alla vigilia della riunione in cui la Commissione Ue varerà oggi la parte operativa della sua Agenda per l’Immigrazione, strategia che - ammette con onestà e pragmatismo Federica Mogherini, alto rappresentante europeo per la Politica estera, «non è perfetta, ma rispetto a quello che c’è oggi è sicuramente una rivoluzione». In effetti è l’inizio di una politica comune che mancava. Rafforza Triton, imposta un’operazione navale nel Mediterraneo, e in prospettiva punta a rivedere le regole «di Dublino», che impongono il principio del porto più vicino per l’accoglienza dei ripescati. 
 
1 - Il piano introduce un meccanismo che obbliga gli stati ad assorbire «pro quota» i migranti sbarcati in Grecia e Italia, a patto che abbiano diritto alla protezione. Ne prenderanno 40 mila - 24 mila da noi e 16 mila dai centri ellenici - il che non cambia le cose, ma segna un precedente rilevante. Lo schema potrebbe essere in vigore da luglio, per due anni, con l’auspicio che venga sostituito da un meccanismo permanente. Riguarderà chi ha diritto di tutela e asilo. I clandestini che andranno respinti.  
 
2 - Saranno accolti i cittadini dei paesi da quali viene riconosciuto il diritto di asilo in almeno il 75% dei casi, siriani ed eritrei, soprattutto. Per avviare la distribuzione, entro un mese dall’approvazione del provvedimento, l’Italia dovrà inviare a Bruxelles una strategia mirata e calendarizzata per sull’accoglienza dei migranti. La Germania alleggerirà i nostri centri raccolta di 5258 unità, la Francia ne prenderà 4053. I contrarissimi lituani ne avranno 302, i furiosi ungheresi 496. 
 
3 - Ci saranno controlli sull’operato di Grecia e Italia. I due paesi dovranno scrivere un rapporto trimestrale sull’attuazione degli impegni. In caso di irregolarità - ad esempio nell’identificazione e nella redazione del profilo - il meccanismo potrà essere sospeso. Il testo in esame stamane, ricorda che la presenza delle impronte digitali è condizione indispensabile per concedere la protezione e partecipare alla riallocazione.  
 
4 - Oggi comincia l’esame politico, con la riunione dei rappresentanti permanenti Ue. Servirà a testare gli umori contrari (Parigi e Budapest) e scettici (spagnoli e belgi). Tornata decisiva il 15 giugno, con la riunione dei ministri degli Interni Ue. L’intera manovra dovrà poi passare a vertice del 25-26 giugno. L’obiettivo è passare dalle ai fatti con luglio. Sempre che i governi riescano a tenere fede alle tante promesse di solidarietà. 
 
FONTE: Marco Zatterin (lastampa.it)