venerdì 12 giugno 2015

Scoperto «interruttore genetico»

 
Ricercatori giapponesi hanno individuato un gene che decide il destino sessuale delle cellule riproduttive. Ulteriore passo per il controllo delle tecniche alla base della realizzazione di gameti artificiali
 
C’è un “interruttore” genetico che decide il destino sessuale delle cellule riproduttive. In altre parole, determina se queste ultime diventeranno un ovulo o uno spermatozoo. L’interruttore è un gene che si chiama fox 13 ed è stato individuato da gruppo di ricercatori giapponesi nel pesce del riso, un piccolo pesce di acqua dolce chiamato anche medaka. La ricerca è pubblicata su Science Express.
 
I segnali
I biologi dell’Istituto Nazionale di Biologia coordinati da Toshiya Nishimura hanno scoperto che il gene fox 13 è attivo solo nelle cellule germinali e non nelle altre cellule degli organi riproduttivi. Il compito di questo gene è di lanciare, nelle cellule riproduttive delle femmine, un segnale che impedisce l’avvio della formazione di spermatozoi. Successivamente gli studiosi hanno “spento” questo gene nei pesci femmina e , come risultato, le ovaie hanno cominciato a produrre spermatozoi, accanto a piccole quantità di cellule uovo. Questi spermatozoi sono risultati in grado di fecondare ovuli. L’aspetto del corpo del piccolo pesce, però, ha conservato le caratteristiche femminili. Il risultato, secondo gli autori, indica che le cellule germinali non hanno bisogno di stare negli organi riproduttivi maschili per diventare spermatozoi.
La differenziazione
«I ricercatori giapponesi – commenta Carlo Alberto Redi, professore di biologia dello sviluppo dell’Università di Pavia – hanno trovato un elemento, il gene fox 13 , che si inserisce in una circuiteria di geni i quali, insieme, governano la differenziazione di una cellula, cioè fanno sì che un gamete si trasformi in un ovulo o in uno spermatozoo. Evidentemente il fox 13 ha una posizione gerarchica particolare se è in grado, una volta silenziato, di far produrre spermatozoi da un pesce femmina». Il pesce è un vertebrato e, anche se è lontano dai mammiferi, può comunque rappresentare un modello interessante per l’avanzamento delle ricerche in questo campo. Che possono avere ripercussioni importanti nel campo della zootecnia e anche in quello che riguarda la salute umana.
Gameti artificiali
«Oggi è possibile – aggiunge Redi – costruire gameti artificiali partendo da fibroblasti della pelle. E non solo nel topo, ma anche nell’uomo. Come dire che da una cellula somatica di un individuo di sesso maschile si può arrivare alla produzione di un ovulo. E viceversa: da quella di una femmina è possibile ricavare uno spermatozoo». È facile ipotizzare come queste scoperte possono essere sfruttate per curare molte forme di sterilità, ma aprono anche la strada a nuove forme di genitorialità.
 
FONTE Adriana Bazzi   corriere.it