lunedì 29 giugno 2015

Grecia, panico sui mercati. Piazza Affari crolla. L’Europa «brucia» 287 miliardi in un solo giorno. Juncker: “Il no al referendum è un no all’Europa”

 
Merkel: se l’euro fallisce, fallisce l’Europa. I parlamentari Ue: eurosummit straordinario
 
Il temuto lunedì nero dei mercati è arrivato. Lo spettro di una bancarotta della Grecia affonda le Borse europee, che bruciano 287 miliardi di euro in una sola seduta. Per Milano è la peggior seduta dall’estate da incubo del 2011: -5,17%.  
 
QUI ATENE  
In Grecia è stato un giorno di austerità totale. Ad Atene le banche sono chiuse, non è possibile ritirare la pensione, chiedere denaro agli sportelli, effettuare pagamenti per le aziende. Chiusa anche la Borsa, per evitare speculazioni. Sono stati istituiti dei controlli speciali negli aeroporti, per impedire che qualcuno scappi con dei soldi in valigia. Impossibile prelevare più di 60 euro al giorno. Gli unici non soggetti alle limitazioni sono le carte di credito e i bancomat stranieri. 
 
 
 
QUI EUROPA  
La crisi grecia ha travolto i mercati mondiali. L’indice Ftse Mib di Piazza Affari è stato il peggiore in Europa chiudendo a -5,2%. La Borsa di Milano ha mandato in fumo circa 36 miliardi di euro. In rosso anche Francoforte (-3,3%), Parigi (-3,6%), Londra (-1,8%) e Madrid (-4,4%). Intanto lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è arrivato a 159 punti con un rendimento del 2,39%. Anche Wll Street trema, anche se limita le perdite a poco più di un punto percentuale. L’effetto Grexit ha affondato invece le borse asiatiche: Tokyo ha ampliato le perdite fino a chiudere a -2,83%. 
 
EUROPA IN PRESSING  
La conferenza dei capigruppo Ue ha approvato a larghissima maggioranza, astensione del solo Ppe, la richiesta avanzata da Gianni Pittella (S&D) a Jean Claude Juncker, di tenere nelle prossime ore un eurosummit straordinario. A Bruxelles la giornata è frenetica ed emergono frizioni anche all’interno della Commissione Ue. «Bisogna trovare un compromesso. La porta per il negoziato è aperta. Io sono per una Grecia riformata nell’eurozona, senza austerità», afferma il commissario Ue per gli Affari economici, Pierre Moscovici, che annuncia anche nuove proposte di Juncker per evitare l’uscita greca. Ma a stretto giro un portavoce della Commissione europea smentisce. Juncker avvisa i greci: «Votare no vorrebbe al referendum vorrebbe dire che Atene dice no all’Europa». E anche Renzi interviene su Twitter per cercare di spiegare che «il referendum greco non sarà un derby tra la Commissione europea e Tsipras, ma un derby dell’euro contro la dracma».