giovedì 9 luglio 2015

MasterCard nel mirino della Ue

 
 
L’accusa della Commissione di Bruxelles che ha aperto un’indagine per sospetta violazione delle regole che tutelano la libera concorrenza
 
MasterCard è finita nel mirino della Commissione Ue con l’accusa di «gonfiare artificiosamente» i costi delle operazioni effettuate con carta di credito. Lo ha reso noto la stessa Commissione precisando di aver aperto un’indagine per sospetta violazione delle regole che tutelano la libera concorrenza. E Mastercard ha fatto sapere di essere disponibile a collaborare, anzi già lo sta facendo, con le autorità europee. I rilievi della Ue riguardano le operazioni fino al 2009, mentre quelle dopo tale data rientrano nei livelli previsti dall’Antitrust.
 
Le obiezioni
L’Antitrust, in particolare, ha inviato a MasterCard una lettera di obiezioni perché sulla base di una valutazione preliminare la società impedirebbe alle banche di offrire tariffe di interscambio più basse ai distributori stabiliti in altro Stato membro. Secondo la Commissione le regole MasterCard impediscono ai dettaglianti di beneficiare altrove di commissioni interbancarie più basse e potrebbe limitare la concorrenza transfrontaliera tra le banche, in violazione delle norme antitrust europee. «La commissione — spiega il commissario per la concorrenza, Marrethe Vestager — è preoccupata sia per le regole applicate da Mastercard alle operazioni transfrontaliere nell’Unione europea sia per le commissioni addebitate ai rivenditori per i pagamenti effettuati con carte di credito emesse al di fuori dell’Europa». La mossa di Bruxelles arriva dopo due anni di indagini e rientra negli sforzi per ridurre queste commissioni e favorire il commercio transfrontaliero.
Prezzo minimo artificialmente elevato
Scendendo nel dettaglio delle contestazioni, nella comunicazione delle obiezioni si afferma che le commissioni interbancarie applicate da MasterCard per le operazioni effettuate nella Ue utilizzando carte MasterCard emesse in altre parti del mondo «violano le norme antitrust europee in quanto fissano un prezzo minimo artificialmente elevato per il trattamento di queste operazioni». E ciò avviene in un momento storico in cu i pagamenti tramite carta svolgono un ruolo fondamentale nel mercato unico per gli acquisti a livello nazionale, transfrontaliero o su internet.
 
I danni per i consumatori
Più del 40% dei pagamenti non in contanti effettuati ogni anno dai consumatori e dalle imprese europei avviene tramite carta. Ogni volta che un consumatore usa una carta di pagamento in un negozio o online, la banca del dettagliante versa una commissione, denominata «commissione interbancaria», alla banca del titolare della carta. La banca convenzionatrice addebita la commissione interbancaria al dettagliante che la include, insieme a tutti gli altri costi, nel prezzo finale applicato ai consumatori per i suoi prodotti o servizi. Questo significa che le commissioni interbancarie vengono addebitate a tutti i consumatori, compresi quelli che non utilizzano carte perché pagano in contanti. La Commissione ritiene, in via preliminare, che MasterCard e le sue licenziatarie (che emettono carte MasterCard per i titolari o acquisiscono operazioni effettuate con tali carte per i dettaglianti) costituiscono un’associazione di imprese e che le pratiche descritte nella comunicazione delle obiezioni violano le norme europee e dello spazio economico europeo che vietano i cartelli e le altre pratiche commerciali. Le commissioni interbancarie sono ancora notevolmente diverse a seconda degli Stati membri e i livelli elevati delle «commissioni interbancarie interregionali» di MasterCard non sono, secondo Bruxelles, giustificati. Ad esempio, le commissioni versate da una banca convenzionatrice quando un turista cinese usa la propria carta per pagare il conto di un ristorante a Bruxelles possono essere cinque volte superiori a quelle versate quando un consumatore usa una carta emessa in Europa. Poiché queste commissioni interregionali rappresentano ogni anno centinaia di milioni di euro, la Commissione teme che «commissioni interregionali così elevate facciano aumentare i prezzi per i dettaglianti con un conseguente rincaro dei prezzi e dei servizi per tutti i consumatori, non solo per quelli che utilizzano carte emesse al di fuori della Ue o che effettuano pagamenti tramite carta». Se le conclusioni preliminari dovessero essere confermate, la Commissione potrebbe imporre un’ammenda a MasterCard.
 
Codacons si prepara a class action
«Se saranno confermati gli illeciti ipotizzati dalla Commissione Ue, sarà inevitabile una class action del Codacons contro Mastercard per conto dei consumatori danneggiati». Non si è fatta attendere l’offensiva del Codacons dopo il faro acceso dall’antitrust Ue sui costi delle commissioni applicati da Mastercard. «Da tempo ci battiamo contro le commissioni applicate sulle operazioni eseguite con carte di credito — ha spiegato il presidente del Condacons, Carlo Rienzi — balzelli inutili che pesano su utenti ed esercenti, a fronte di costi irrisori per le società che emettono le carte di pagamento». «Se la Commissione accerterà illeciti sul fronte della concorrenza e costi gonfiati a danno dei consumatori, sarà inevitabile una class action del Codacons contro Mastercard per conto di tutti i clienti della società».
 
FONTE: Michelangelo Borrillo (corriere.it)