venerdì 24 luglio 2015

Operazione contro il terrorismo in Turchia. Bombardamenti sull’Isis in Siria


Perquisizioni a Istanbul e in 13 province. I caccia colpiscono i militanti

Non si ferma la reazione turca al terrorismo e adesso nel mirino di Ankara non c’è più solo lo Stato Islamico, ma anche curdi e organizzazioni comuniste. Questa mattina, un’operazione in 13 province ha fatto finire in manette circa 300 persone. Stando a quanto riferito dalla polizia di Istanbul, durante uno scontro a fuoco nel quartiere di Bagacilar, uno di quelli più infiltrati da Isis, è stato ucciso un ragazzo, identificato dai media con le iniziali G.O., mentre stava fabbricando una bomba da usare in un attentato kamikaze.  


CURDI E COMUNISTI NEL MIRINO  
Il giovane faceva parte dell’DHKP-C, un’organizzazione eversiva comunista dai legami ambigui, attiva dagli Anni Ottanta, già autrice di un attentato davanti all’Ambasciata americana ad Ankara nel 2013 in cui persero la vita due persone, ma soprattutto, lo scorso marzo del sequestro del giudice Mehemt Selim Kiraz, rimasto poi ucciso nel blitz condotto dalle forze speciali turche per liberarlo. 

CACCIA AI MILITANTI DEL PKK  
Il comunicato ufficiale parla di operazione contro lo Stato Islamico e il Pkk, condotta dietro l’autorizzazione del Consiglio dei Ministri. Durante l’operazione sono stati impiegati oltre 5000 poliziotti in 26 province. Secondo il quotidiano Hurriyet, 36 degli arrestati sarebbero stranieri. 

L’ATTACCO ALL’ISIS  
Ieri la Turchia per la prima volta ha aperto il fuoco dal confine della Siria contro le postazioni di Isis, dopo che nella mattinata era stato ucciso un sottoufficiale della Mezzaluna. Si è trattato di un’azione-lampo, portata avanti con carri armati e truppe di terre e sorvegliata da 10 F16 in volo dalla base di Diyarbakir, con tre di questi che hanno colpito postazioni Isis.

FONTE: Maria Ottaviani (lastampa.it)