martedì 4 agosto 2015

Via libera alla riforma della Pa: ecco le novità


In Senato 145 voti a favore, contro M5S e Forza Italia. Dai licenziamenti più facili alla lotta all’assenteismo: i punti chiave della nuova legge

Via libera definitivo al ddl di riforma della Pubblica Amministrazione. L’Aula delSenato ha approvato la delega sulla P.A, con 145 voti a favore. I contrari sono invece stati 97 e nessun astenuto. A favore hanno votato Ap e Pd, contrari M5S, Fi, Ln, Cri, Sel, Gal ed Ala. La riforma della P.A. diventa così legge: le prossime tappe sono, dopo la firma del Capo dello Stato, la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma soprattutto si apre la fase di attuazione. Essendo una legge delega lamessa a punto dei decreti legislativi rappresenta un capitolo cardine. Ci sono oltre 15 deleghe a cui seguiranno altrettanti, e forse più, provvedimenti: si vadalla razionalizzazione delle partecipate pubbliche al riordino della dirigenza,dalla digitalizzazione dei servizi al processo contabile, dal taglio delle prefetture a quello delle camere di commercio

Ma ci sono delle misure che si possono definire auto-applicative, come la definizione di un meccanismo per il silenzio assenso tra amministrazioni con tempi certi, per cui dopo 30 giorni, massimo 90, in caso di mancata risposta, si intende ottenuto il via libera. Risultano di immediata attuazione anche i limiti all’autotutela, per cui si mettono dei paletti ai poteri dello Stato di intervenire a sua difesa. Tuttavia anche per le deleghe il Governo ha fatto subito sapere di voler procedere in tempi brevi. E se la pubblicazione in Gazzetta avverrà presto, si punta a presentare il primo pacchetto di decreti attuativi già al primo Cdm dopo la pausa estiva.  

«Un altro tassello: approvata la riforma PA #lavoltabuona un abbraccio agli amici gufi», è stato il commento su Twitter del premier Matteo Renzi. 

Ecco le principali novità  
- TRASPARENZA: accesso libero ai documenti e ai dati della pubblica amministrazione  
- DIGITALIZZAZIONE: viene introdotta la “carta della cittadinanza digitale”, gestita da un dirigente ad hoc.  
- LICENZIAMENTI PIÙ FACILI: in caso di azione disciplinare obbligo di portare a termine la pratica, compreso il ricorso alla sanzione più grave.  
- LICENZIANBILITA’ DEI VERTICI: basta incarichi dirigenziali che possano essere ricoperti senza preoccupazione di rimozione. Viene infatti introdotto il criterio della valutazione. Se questa è negativa, due le possibilità: o lasciare l’amministrazione dello Stato, o accettare di passare da un incarico di dirigente a quello di funzionario. Inoltre viene introdotta la revoca o il divieto dell’incarico in settori esposti al rischio corruzione, quando c’è una condanna (anche non definitiva) da parte della Corte dei Conti al risarcimento del danno erariale per condotte dolose.  
- ABOLITO IL VOTO MINIMO DI LAUREA: con un emendamento presentato dal Pd e votato la notte scorsa, viene abolito il requisito del voto minimo di laurea per partecipare ai pubblici concorsi.  
- LOTTA ALL’ASSENTEISMO: passano dalle Asl all’Imps le funzioni di controllo sulle malattie.  
- FUSIONE DEL CORPO FORESTALE con un’altra forza dello stato, come i carabinieri. Si prevede inoltre un riordino di tutte le forze.  
- PARTECIPATE: più facile il commissariamento. Drastica riduzione delle camere di commercio.  
- PREFETTURE: stessa sorte delle partecipate. Eliminazione anche degli uffici ridondanti tra ministeri e enti di controllo e garanzia.  
- GRANDI OPERE: semplificate le pratiche burocratiche per i cantieri. Si calcola un dimezzamento dei tempi.  
- NUMERO UNICO PER EMERGENZE: è il 112 e varrà per tutti i tipi di problema o emergenza.  
- LIBRETTO UNICO AUTO: grazie al previsto trasferimento del Pubblico registro automobilistico (Pra), retto dall’Aci, al ministero dei Trasporti, a cui fa capo la Motorizzazione, si punta alla creazione di unica banca dati per la circolazione e la proprietà, con un solo libretto.

FONTE: lastampa.it