sabato 22 agosto 2015

Attacco jihadista sul Tgv Amsterdam-Parigi, l’aggressore era vicino a una cellula belga


Confermata la pista del terrorismo islamico. Fermato un 26enne marocchino. La strage evitata grazie all’intervento di due militari che viaggiavano sul convoglio. Obama: «Eroi»
 
Si chiama Ayoub al-Qahzzani. Ha 26 anni. È di origini marocchine. Ed era già una vecchia conoscenza dei servizi segreti francesi e spagnoli l’aggressore, che ieri, nel tardo pomeriggio, ha sparato a bordo di un Thalys, un treno ad alta velocità che viaggiava da Amsterdam a Parigi.  
 
Secondo il quotidiano belga “Le Soir”, l’attentatore era legato alla cellula jihadista smantellata in Belgio a gennaio a Verviers, guidata da un belga di origine marocchine Abdelhamid Abaaoud, conosciuto come Abu Omar Soussi. Il massacro sul Tgv è stato evitato solo grazie all’intervento di due marines americani, in abiti civili, che casualmente viaggiavano a bordo del treno. «Il loro coraggio ha evitato la strage», ha sottolineato il presidente Barack Okama. 
 
Anche se nulla c’è ancora di ufficiale (massimo riserbo sulle indagini, per il momento), la pista del terrorismo islamico è quindi confermata. Secondo quanto riferito dal sito del quotidiano spagnolo El Pais, l’uomo ha vissuto in Spagna nel 2014 ed era vicino a un movimento integralista. Dopo si sarebbe trasferito in Siria e infine sarebbe arrivato in Francia, i cui servizi segreti avevano ricevuto la segnalazione di quello strano personaggio da parte dei colleghi iberici. 
 
Ma ritorniamo alla dinamica dei fatti. L’uomo era salito sul treno a Bruxelles. È all’altezza di Oignies, nel nord della Francia, che è stato bloccato dai due militari statunitensi ai quali si è aggiunto in questo blitz improvvisato un altro cittadino americano. I due militari avevano sentito il rumore del caricatore di un’arma che veniva inserito proveniente dall’interno di una toilette. L’uomo, poi, è uscito. E poco più tardi i due lo hanno bloccato, aiutati da un connazionale. Prima, però, c’è stata una colluttazione e dei colpi sono partiti dal kalashnikov dell’attentatore. 

FONTE: Leonardo Martinelli (lastampa.it)