lunedì 14 settembre 2015

Vertice dei ministri Ue sull’immigrazione. Riapre il traffico ferroviario tra Germania e Austria


Sul tavolo il nuovo piano della Commissione. Cameron incontra i profughi in Libano

Il giorno dopo l’annuncio della Germania di ripristinare il controllo alle frontiereè ripartito il traffico ferroviario che collega il Paese con l’Austria. Intanto oggi a Bruxelles è prevista una riunione dei ministri degli Interni dell’Ue per approvare le nuove proposte della Commissione europea sull’immigrazione che prevedono, tra l’altro, l’abolizione delle quote obbligatorie per i Paesi 

SBLOCCATI TRENI AUSTRIA-GERMANIA  
Le ferrovie tedesche hanno ripreso a funzionare normalmente dalla frontiera austriaca dopo che la Germania ha ripristinato i controlli alle frontiere. Tuttavia, la linea tra Salisburgo e Monaco di Baviera rimane chiusa tra la città austriaca e la città tedesca di Freilassing in quanto c’è ancora gente sui binari in alcuni tratti. I treni sono stati sospesi per circa 12 ore dopo la decisione di Berlino di ripristinare provvisoriamente i controlli alle frontiere domenica sera per arginare e controllare il flusso di profughi provenienti principalmente dalla Siria attraverso l’Austria.  

CAMERON VISITA UN CAMPO PROFUGHI IN LIBANO  
Il premier britannico David Cameron ha visitato un campo di profughi siriani in Libano. Senza gli aiuti britannici in loco - ha detto Cameron - altre centinaia di migliaia di profughi siriani «avrebbero rischiato la vita per recarsi in Europa». Cameron è giunto in elicottero al campo profughi, nella valle della Bekaa, dove vivono circa 400mila del milione circa di rifugiati siriani in Libano, non lontano dalla frontiera con la Siria. Nel campo gestito dall’Onu, a poco più di un chilometro dalla frontiera siriana, circa 500 persone, tra cui numerosi bambini, vivono in una novantina di tende. «Volevo venire qui per vedere di persona e sentire in prima battuta le storie dei profughi per capire i loro bisogni», ha detto il premier annunciando lo stanziamento di 29 milioni supplementari di sterline per il Libano, una somma che le organizzazioni umanitarie hanno però definito «una goccia nell’oceano» pur essendo un passo nella giusta direzione. «Vogliamo essere sicuri che ci siano case per loro, scuole per i loro figli, auspichiamo un’accoglienza calorosa in Gran Bretagna. Voglio che le cose siano fatte bene, voglio che tutto il paese ne vada fiero». 

FONTE: lastampa.it