sabato 3 ottobre 2015

Il Senato approva l’emendamento Finocchiaro


Ieri caos in Aula dopo il gesto osceno del verdiniano Barani

Il Senato ha approvato l’emendamento di Anna Finocchiaro all’articolo 2 che recepisce gli accordi interni al Pd e nella maggioranza, sulla legittimazione popolare dei futuri senatori-consiglieri regionali. I sì sono stati 169, i no 93, 3 gli astenuti. L’articolo 2 stabilisce che i Consigli regionali eleggeranno i futuri senatori tra i propri membri, e che «la durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti». L’emendamento di Anna Finocchiaro aggiunge che l’elezione dei senatori da parte dei Consigli regionali deve avvenire «in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalità stabilite dalla legge» elettorale che dovrà essere successivamente varata. L’approvazione è stata salutata da un lungo applauso della maggioranza. 

IL GESTO OSCENO DOPO INSULTI E LANCI DI FINTE BANCONOTE  
Il gesto di Barani di ieri ( ha mimato un rapporto orale verso la M5s Barbara Lezzi), ha fatto infuriare le senatrici di M5S e poi degli altri gruppi. Ma anche provocato l’indignazione di Piero Grasso e Matteo Renzi. E sarà oggetto delle valutazioni disciplinari dell’ufficio di Presidenza del Senato, con il rischio di pesanti sanzioni. Sin dall’inizio dell’esame delle riforme da parte del Senato, in Aula si sono registrati non solo toni esasperati, ma anche veri e propri insulti, specie da parte dei parlamentari di M5S, verso i senatori di maggioranza, cosa di cui si è lamentato oggi Enrico Buemi con il presidente del Senato Grasso. Per non parlare dei punzecchiamenti della Lega verso i senatori di Ala, il gruppo di Denis Verdini: dal lancio di banconote, ai cartelli esposti. 

SANZIONI IN ARRIVO  
È in questo clima che Barani, capogruppo di Ala, ha fatto un gesto osceno che ha indignato Barbara Lezzi e Paola Taverna («porco, maiale», ha gridato). Barani ha detto di averlo fatto verso il senatore della Lega Nunziante Consiglio, ma egli è stato accusato di averlo rivolto a Lezzi. L’indignazione ha toccato altre senatrici di altri gruppi che hanno visto il gestaccio, da Erika Stefani, a Cinzia Bonfrisco e Valeria Fedeli. Grasso ha prima sospeso l’aula brevemente, e poi ha convocato per lunedì prossimo l’ufficio di presidenza per esaminare i filmati e eventualmente sanzionare Barani, che ha evitato di ripresentarsi in Aula per allentare la tensione. Peraltro, anche su sollecitazione di Paolo Romani (Fi), i lavori sono ripresi all’insegna di un clima di fair play pur nel dissenso sui contenuti della riforma. 

IL TRAVAGLIO DI FORZA ITALIA  
Superato poi un altro ostacolo che intimoriva il governo, vale a dire un voto a scrutinio segreto su un emendamento di Roberto Calderoli sulle minoranze linguistiche. Il ministro Maria Elena Boschi ha sdrammatizzato il passaggio rimettendosi all’aula (cioè non esprimendo un parere negativo); nonostante il gruppo delle Autonomie avesse annunciato il voto favorevole, l’emendamento è stato bocciato con 160 «no» e 116 Sì; in ogni caso uno spread di 44 voti salutato con soddisfazione dal vicecapogruppo del Pd Giorgio Tonini e anche dal premier Matteo Renzi. Da segnalare poi il travaglio di Forza Italia: alla riunione c’è chi come Augusto Minzolini ha proposto l’Aventino, e chi, come Riccardo Villari, ha invitato a votare la riforma, per rientrare nel circuito costituzionale e poter poi trattare sulle modifiche all’Italicum.  

FONTE: lastampa.it