giovedì 8 ottobre 2015

Siria, la Nato contro Mosca: «Pronti a inviare truppe in Turchia»

Jens Stoltenberg  (aFP)

Sale la tensione diplomatica con la Russia. Il segretario generale dell'Alleanza: «La Russia non deve sostenere Assad». Damasco: «L'intervento ha indebolito i terroristi»

La Siria ha bisogno di una soluzione politica al conflitto e di una transizione che possa formare un nuovo governo. Ma la Russia sta impedendo di arrivare a questa soluzione, perché sostiene il regime di Bashar al-Assad. Questo in sintesi il messaggio del segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg che ha parlato a margine della riunione ministeriale dell'Alleanza atlantica a Bruxelles. In Siria la Nato «ha visto una problematica escalation di azioni militari russe» - ha detto ancora Stoltenberg - ed è quindi «pronta a difendere tutti gli alleati, compresa la Turchia» ed è «pronta a dispiegare le forze in Turchia se necessario». Un duro attacco a cui Damasco ha risposto -a distanza - sottolineando come l'intervento russo in Siria abbia «indebolito i terroristi».

«Ci deve essere la transizione»

In Siria «a lungo termine non c'è soluzione militare» e «ci deve essere la transizione», ovvero Assad deve lasciare il potere. Ha detto il segretario generale della Nato. Aggiungendo che «la Russia non mira all'Isis ma agli altri gruppi e sostiene il regime di Assad». «Non è un contributo costruttivo», dice Stoltenberg che chiede alla Russia di «svolgere un ruolo costruttivo e cooperativo nella lotta contro lo Stato islamico» e a «non sostenere il regime di Assad». «Perché sostenere il regime non è un contributo costruttivo a una soluzione politica pacifica e duratura in Siria». Per il Paese, dilaniato da quattro anni di guerra, «c'è un rinnovato bisogno di iniziative per trovare una soluzione politica alla crisi. Nel lungo termine non esiste una soluzione militare e per questo bisogna mettere fine agli scontri con una soluzione politica, una transizione. E la mia preoccupazione è che i russi non prendano principalmente di mira l'Is ma altri gruppi di opposizione, sostenendo in questo modo il regime»

La Siria pro Mosca «L'offensiva ha indebolito i terroristi»

Intanto il capo di Stato maggiore delle forze armate siriane, generale Ali Abdullah Ayub, ha annunciato l'avvio di «una vasta offensiva» il cui obiettivo è «eliminare i centri terroristi» e «liberare le regioni e le città che soffrono per il terrorismo e i suoi crimini». Contemporaneamente ha difeso l'intervento russo sottolineando che «gli attacchi aerei russi contro lo Stato islamico e altre organizzazioni terroriste, hanno ridotto le capacità di combattimento dei terroristi».

FONTE: corriere.it