domenica 11 ottobre 2015

Ferrari corre verso Wall Street. I ricavi salgono a 730 milioni


Possibile debutto il 21 ottobre. Nel prospetto stime sui conti del terzo trimestre

Il conto alla rovescia è partito e già tra una decina di giorni Ferrari potrebbe sbarcare a Wall Street. In settimana comincerà il road show con gli investitori per presentare l’offerta di azioni per la quotazione: 18,8 milioni al prezzo di 48-52 dollari ciascuna. Il titolo sarà indicato con il codice «RACE». Il 10% del capitale della Rossa di Maranello, controllata da Fiat Chrysler Automobiles (Fca), andrà sulla Borsa di New York con una valutazione di un miliardo di dollari che porta a 10 miliardi la stima del valore dell’intera società. Per avere un’immagine di questi 10 miliardi basta pensare che equivalgono al valore di più di 40mila Ferrari 488 Spider, la fuoriserie in fase di lancio che costa intorno ai 235.700 euro. 

L’esordio e il bilancio  
Secondo il Wall Street Journal, ci sarebbe già una data probabile per il debutto alla Borsa di New York. L’autorevole quotidiano finanziario americano ipotizza mercoledì 21 ottobre come giornata dell’esordio. Spuntano poi le prime stime sui conti del terzo trimestre della Ferrari. Spulciando il voluminoso prospetto della quotazione (circa 400 pagine) che la Sec, l’Authority di Borsa americana, ha pubblicato venerdì, emerge che i ricavi del Cavallino dovrebbero aggirarsi intorno ai 720-730 milioni di euro (+9-10% rispetto al terzo trimestre di un anno fa). Ma in forte crescita è soprattutto la redditività della Rossa: il margine operativo lordo rettificato (Ebitda) è atteso tra i 210-215 milioni, in rialzo del 19-22% rispetto a un anno fa. In deciso miglioramento appare poi l’utile operativo: le previsioni indicano un Ebit compreso tra i 140 e i 145 milioni, in aumento del 57-62% rispetto al 2014. 

La 488 Spider  
Sempre nel prospetto inviato da Fca alla Sec si evidenzia poi che il lancio a pieno regime della nuova Ferrari 488 Spider ci sarà nel quarto trimestre, cioè da ottobre a dicembre. Più precisamente sono già avvenute le consegne ai dealer (concessionari) e la vendita ai clienti in Europa è prevista appunto in questo trimestre, mentre in America la commercializzazione partirà dall’inizio del 2016.  
Tornando ai congegni dell’operazione finanziaria, dal documento si evince che se il 10% sarà quotato a Wall Street, nei primi mesi del 2016 il restante 80% delle azioni Ferrari verrà distribuito agli azionisti Fiat-Chrysler con una azione Ferrari ogni dieci di Fca. Il restante 10% delle azioni sarà sempre detenuto da Piero Ferrari. Verrà poi creata una holding di diritto olandese con sede legale ad Amsterdam. Ferrari Spa, invece, continuerà comunque a pagare le tasse in Italia. 

Il controllo  
Alla fine del processo di separazione il pacchetto di controllo della Ferrari passerà da Fca a Exor, la holding della famiglia Agnelli guidata da John Elkann, alleata con Piero Ferrari che conserverà il 10% dell’azienda di Maranello. Secondo i primi calcoli, Exor dovrebbe ritagliarsi una quota del 24% che, grazie al meccanismo del voto multiplo olandese, peserà però molto di più in termini di voti assembleari e faciliterà il controllo insieme a Piero Ferrari del Cavallino Rampante. Infine dopo la separazione da Fca, Ferrari rileverà 2,8 miliardi di euro di debito da Fiat-Chrysler e in seguito emetterà debito verso terzi per 2,128 miliardi. Il nuovo consiglio d’amministrazione sarà composto dal presidente Sergio Marchionne (che è anche ad di Fca), dall’amministratore delegato Amedeo Felisa e dai consiglieri Piero Ferrari, Louis C. Camilleri, Eddy Cue, Giuseppina Capaldo, Sergio Duca e Elena Zambon.

FONTE: Luca Fornovo (lastampa.it)