sabato 12 dicembre 2015

La disoccupazione cala all’11,7%. Picco del tasso di occupazione tra i laureati, bene il Sud


I dati Istat: 247mila occupati in più nel terzo trimestre

Il tasso di disoccupazione, nel terzo trimestre dell’anno, scende all’11,7%, in calo di 0,6 punti nel confronto con il trimestre precedente (dati destagionalizzati). È quanto si evidenzia nell’ultimo report dell’Istat.  

I protagonisti del nuovo andamento del mercato del lavoro sono i giovani. Dopo il forte calo dell’occupazione giovanile in tutti gli anni della crisi, il numero di occupati di età 15-34 anni torna a crescere (56 mila, +1,1%) insieme all’aumento del tasso di occupazione (dal 39,5% al 40,2%). 

LAUREARSI CONVIENE  
Nei dati di flusso, i giovani rappresentano più della metà dei nuovi ingressi nell’occupazione, ovvero degli occupati che non avevano un lavoro un anno prima, con una tendenza crescente (dal 54,4% tra il terzo trimestre 2013 e il terzo 2014 al 56,1% dell’analogo periodo 2014 e 2015). Un elevato titolo di studio si conferma un vantaggio nel mercato del lavoro: il tasso di occupazione cresce di più fra i laureati, attestandosi al 75,7% (+0,8 punti sul terzo trimestre 2014) rispetto al 63,2% di quello dei diplomati e al 43,5% del tasso riferito a chi ha al più la licenza media (+0,7 e +0,5 punti, rispettivamente).  

Gli occupati 35-49enni continuano invece a diminuire in valore assoluto anche se il rispettivo tasso aumenta di 0,5 punti. Prosegue la crescita più marcata delle altre classi di età dell’occupazione e del tasso per gli over 50enni, dovuta, tra l’altro, alle minori uscite dal mercato del lavoro per pensionamento a seguito dei cambiamenti della normativa previdenziale. Tuttavia gli ultra cinquantenni sono gli unici per i quali continua ad aumentare anche la disoccupazione, sia in valore assoluto sia nel tasso. La riduzione del tasso di disoccupazione è invece diffusa rispetto ai diversi livelli di istruzione, mentre il tasso di inattività cresce solo tra quanti possiedono fino alla licenza media.  

CRESCONO I POSTI DI LAVORO AL SUD  
Nel terzo trimestre 2015 prosegue a ritmi più sostenuti la crescita tendenziale del numero di occupati (+1,1%, pari a 247 mila in un anno) portando il tasso di occupazione delle persone con 15-64 anni al 56,7% (+0,8 punti percentuali). E per il secondo trimestre consecutivo si riducono i divari territoriali: oltre la metà della crescita dell’occupazione è infatti concentrata nel Mezzogiorno (+136 mila in un anno), che presenta anche il maggiore aumento del tasso di occupazione 15-64 anni e la riduzione più consistente del tasso di disoccupazione (-2,0 punti in confronto a -1,4 del Centro e -0,6 del Nord). 

Nel complesso, spiega ancora l’istituto di statistica, l’incremento è concentrato tra i dipendenti - in crescita da sei trimestri - soprattutto a termine (+182 mila in un anno) il cui aumento, diffuso per genere e classe di età, riguarda chi ha un contratto di durata fino a 6 mesi. La crescita tendenziale del lavoro a tempo indeterminato (+59 mila) è dovuta soltanto agli uomini e agli ultra 50enni. 

Prosegue la risalita del numero degli occupati a tempo pieno, che negli ultimi anni aveva subito un calo pressoché continuo, ma l’aumento si conferma maggiore per i lavoratori part time. Questi ultimi crescono dal 2010, ma quasi esclusivamente nella componente involontaria, che attualmente rappresenta il 64,0% dei lavoratori a tempo parziale e l’11,9% del totale degli occupati. 

Considerando i dati di flusso, ossia le transizioni nel tempo delle persone nel mercato del lavoro, aumenta l’ingresso nell’occupazione di quanti non avevano un lavoro un anno prima (dall’8,8% al 9,4% nel confronto tra il terzo trimestre 2013 e il terzo trimestre 2014 con l’analogo periodo tra il 2014 e il 2015). Tra quanti erano dipendenti a tempo determinato l’anno precedente cresce in modo significativo la permanenza nell’occupazione (dal 78,1% all’81,6%), dovuta sia a quanti continuano a svolgere un lavoro a termine sia a quanti transitano da una situazione di dipendente a termine a quella a tempo indeterminato (+2,5 e +0,8 punti, rispettivamente.

FONTE: lastampa.it