lunedì 14 dicembre 2015

Così il tuo smartphone sa tutto di te, e del tuo futuro

Abbiamo tracciato la scia di dati lasciata in un giorno dal nostro telefonino. Mappa degli spostamenti, metadati, relazioni. Perché nessuno ti conosce bene come lui, come sanno governi e aziende

In una nota favola, sei ciechi toccano per la prima volta un pezzo diverso del corpo di un elefante, deducendone un’immagine differente da quella degli altri. I sei uomini litigano, convinti ognuno di avere ragione, perché non riescono ad avere una visione completa dell’animale ma solo una conoscenza parziale.  

I dati lasciati dalle persone nel corso delle loro attività digitali assomigliano a quell’elefante. E le persone ai sei ciechi. Se è vero che ognuno di noi produce una scia digitale di informazioni su di sé e su quello che fa, ricostruire il puzzle dai frammenti è infatti estremamente difficile. Difficile per noi, almeno. Perché aziende, inserzionisti, compagnie internet e governi invece ci stanno provando,mettendo insieme i tasselli del mosaico. E chi rischia di rimanere come i sei ciechi sono gli utenti. 

ALLA RICERCA DELLA NOSTRA OMBRA DIGITALE  
Allora abbiamo deciso di provarci anche noi, di tentare di ricostruire per un giorno la nostra attività digitale a partire da uno smartphone. Iniziamo subito da un presupposto: la localizzazione geografica è oggi l’aspetto più importante della nostre tracce digitali. È l’Eldorado dell’industria della pubblicità, è cruciale per i governi e le intelligence. «Il telefono è un rilevatore di posizione», commenta a La Stampa Fieke Jansen, che lavora proprio sul concetto di “ombra digitale” e di come riprendere possesso dei propri dati attraverso la Ong Tactical Tech. “Ti localizza attraverso la triangolazione dei ripetitori mobili, la localizzazione Gps dei satelliti, e i dati Wi-Fi. Tutte informazioni a disposizione del proprio operatore telefonico, ma che possono essere usate anche dal tuo sistema operativo (e quindi dall’azienda che lo fornisce) e dalle app che scarichiamo se diamo loro il permesso”. 

VOI SIETE QUI  
Il telefono, e le app che ci stanno sopra, tracciano e memorizzano le nostre posizioni non solo quando usiamo le mappe o i navigatori. Un esempio? Se si possiede un iPhone, basta andare a vedere nelle impostazioni alla voce“Posizioni frequenti” (dentro Privacy > Localizzazione > Servizi di Sistema). Il telefono prende nota dei luoghi visitati giorno per giorno e li raggruppa in quelli più frequentati. Soprattutto, tiene conto di quanto tempo viene speso in ogni luogo. Ad esempio l’iPhone ha registrato la mia presenza a Pavia, per un convegno il 26 novembre, segnando dove sono stata e per quanto tempo. 

FONTE: Carola Frediani (lastampa.it)