giovedì 17 dicembre 2015

Effetto Fed sulle Borse, Europa positiva. Bce: “La ripresa prosegue, ma rischi al ribasso”

Bene anche Wall Street e i mercati asiatici dopo il rialzo dei tassi dello 0,25%

Avvio in forte rialzo per Piazza Affari e le Borse europee dopo la decisione della Fed di rialzare i tassi di interesse americani. Wall Street ieri ha chiuso in territorio positivo: il Dow Jones è salito dell’1,28% a 17.748,69 punti, il Nasdaq è balzato dell’1,52% a 5.071,13 punti mentre lo S&P 500 ha messo a segno un progresso dell’1,4% a 2.073 punti. Nel bollettino pubblicato oggi la Bce ha confermato che «la ripresa prosegue ma ci sono rischi al ribasso». 

Anche i listini asiatici hanno reagito bene alla promessa del presidente delle Federal Reserve, Janet Yellen, di procedere a ulteriori strette in modo «graduale» e sono convinti che l’economia americana sia abbastanza forte da reggere a un aumento del costo del denaro. Tokyo ha chiuso in rialzo dell’1,6%, Sydney dell’1,5%, Seul dello 0,4%. Shanghai sale dell’1,7% e Hong Kong dello 0,6%. Mentre lo Yuan è sceso ai minimi su dollaro da 4 anni e mezzo.  

L’ULTIMA VOLTA NEL 2006  
L’aumento «moderato» dei tassi «riconosce i progressi dell’economia», ha spiegato il presidente della Fed, Janet Yellen, sottolineando che la mossa mette fine a una «fase straordinaria» della politica monetaria. Una fase iniziata nel 2008, l’ultima volta che i tassi sono stati toccati: allora alla guida della banca centrale c’era Ben Bernanke che, il 16 dicembre 2008, esattamente sette anni fa, aveva portato il costo del denaro ai minimi storici, a zero. Proprio Bernanke è stato l’ultimo a decidere un aumento dei tassi, nel giugno del 2006. 

LE PREVISIONI  
L’aumento è stato deciso alla luce del miglioramento dell’economia americana e delle condizioni del mercato del lavoro. E alla luce della fiducia sul fatto che, nel medio termine, l’inflazione tornerà al 2%. «Le informazioni ricevute dalla riunione di ottobre suggeriscono che l’attività economica si espande a ritmo moderato», ha affermato la Fed, sottolineando che «i rischi all’outlook per l’attività economica e il mercato del lavoro sono bilanciati. L’inflazione tornerà al 2% nel medio termine. La Fed prevede che il pil crescerà del 2,3%, per poi salire al 2,4% nel 2016 e del 2,2% nel 2017. L’inflazione salirà al 2% entro il 2018. 

IL BOLLETTINO DELLA BCE  
L’attività economica mondiale «prosegue su un percorso di ripresa graduale e disomogenea» spiega la Bce nel bollettino economico. Le prospettive per le economie avanzate «sono sostenute dai bassi prezzi del petrolio, da condizioni di finanziamento ancora favorevoli, da miglioramenti nei mercati del lavoro e dal clima di fiducia più positivo» e quindi in prospettiva, nell’area euro, «la ripresa economica dovrebbe proseguire, sebbene i rischi restino orientati verso il basso». Invariate le stile sul Pil che prevedono una crescita annua pari all’1,5% nel 2015, all’1,7% nel 2016 e all’1,9% nel 2017. I tassi dell’inflazione sui dodici mesi invece mostrano «un aumento significativo nel prossimo futuro».  

FONTE: lastampa.it