giovedì 14 gennaio 2016

Il 2xmille ai partiti fa flop: solo il 2,7% lo dà alla politica


Gli italiani bocciano la politica e scelgono di non finanziare i partiti. Al secondo anno della legge che ha introdotto il 2 per mille delle imposte sul reddito ai partiti, in sostituzione del finanziamento pubblico che si esaurirà l’anno prossimo, soltanto il 2,7% dei contribuenti decide di finanziare la politica. Poco più di un milione sui 41 milioni di contribuenti totali per un totale di 12.353.574 di euro, a loro volta ridotti a 9,6 milioni per un tetto introdotto nel 2014. Una bocciatura da parte degli italiani e briciole rispetto ai tempi d’oro, che iniziano a preoccupare i tesorieri e le segreterie dei partiti, visto che fra due anni spariranno altri contributi pubblici e resterà soltanto questo strumento, insieme alle erogazioni liberali.

I DATI Ieri il Ministero dell'Economia ha pubblicato i dati ufficiali delle scelte dei 40.989.567 contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi nel 2015 e di questi soltanto 1.106.288 ha firmato per il 2 per mille ai partiti. Il 97,3% degli italiani invece ha deciso di non finanziarli. Un risultato che può sembrare addirittura positivo se confrontato con l’anno precedente quando i contribuenti che avevano finanziato la politica erano stati appena 16.518 pari allo 0,04% del totale con una crescita di 67 volte. Ma è lo stesso ministero a chiarire che «i valori dell’anno finanziario 2014, anno di istituzione del due per mille, non sono confrontabili con quelli degli anni successivi, in quanto per il 2014 la scelta richiedeva una procedura meno diretta e più complessa per i contribuenti: doveva essere effettuata attraverso un’apposita scheda che non era allegata all’ordinaria modulistica fiscale ma doveva essere prelevata dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate».

Entrando nello specifico delle scelte, tra quelli che invece hanno deciso di finanziare la politica, ad esclusione del M5s che ha rinunciato ai contributi, il Partito democratico batte tutti e, con 596.290 scelte, conquista il primo posto con una percentuale del 53,90% delle preferenze dei contribuenti che hanno scelto di finanziare la politica (ma di appena l'1,45% dei contribuenti totali), e ottiene un contributo di 5.358.250 euro. Dietro questa posizione abbastanza immaginabile visto che si tratta del primo partito italiano, seppur non in queste proporzioni, la classifica che si forma e si divide il restante 46% della somma è molto diversa da quella delle attuali forze elettorali dei partiti.

FONTE: Antonio Calitri (ilmessaggero.it)