mercoledì 9 marzo 2016

Quanto si è impoverita la tua regione con la crisi? Ecco le mappe dell’Europa

Calabresi e campani più poveri dei polacchi. La zona più ricca? È a Londra. La più depressa? In una zona della Bulgaria

La crisi ha colpito quasi tutti. Ma non ha colpito tutti allo stesso modo, soprattutto in Europa. Siamo andati a vedere cosa succede in Italia scoprendo che ci sono regioni in cui la povertà procede come un treno, mentre altre restano agganciate alle zone più ricche del continente. Ecco l’analisi: 

Campani e calabresi stanno peggio dei polacchi  

Secondo Eurostat, l’agenzia europea di statistica, nel 2014 il reddito di diverse regioni del sud Italia ha toccato un nuovo picco negativo. Campania e - soprattutto - Calabria risultano le aree più povere d’Italia, con un tenore di vita appena superiore alla Romania e inferiore rispetto alla Polonia. Nella prima regione il Pil pro capite arriva, in media, a 16.700 euro l’anno, mentre nella seconda è anche un po’ inferiore e si ferma a 16.100. In Basilicata, l’area meridionale con il reddito più elevato, il valore è leggermente minore rispetto alla media greca. I dati tengono già in conto che il costo della vita può essere diverso, a seconda delle diverse aree d’Europa, e includono anche una stima dell’economia sommersa. 

La Lombardia “tedesca” e il Piemonte sopra la media  

Fra le zone più ricche d’Italia Lombardia, Valle d’Aosta e provincia di Bolzano: le uniche - con Trento, Emilia Romagna e Lazio - a superare i 30mila euro annui. E proprio la Lombardia, presa da sola, è in linea con la media tedesca e poco superiore a quella svedese. Il Piemonte, dal canto suo, supera di un paio di migliaia di euro la media nazionale, portandosi a un livello un po’ più basso rispetto a quello complessivo della Francia. Il Lazio è un caso particolare: beneficia - con Roma - di un tenore di vita che dipende in misura assai maggiore dalla presenza di pubbliche amministrazioni, ministeri e alta dirigenza statale. Nel centro-nord, al contrario, è soprattutto il settore privato a spingere i redditi verso l’alto. Fanno eccezione le aree a statuto speciale, che godono anche di generosi trasferimenti da parte dello Stato. 


Il confronto con le altre regioni europee  
Un tenore di vita paragonabile a quello campano, lucano o pugliese non spunta fuori soltanto guardando in Romania o Polonia. Si tratta dello stesso livello raggiunto in buona parte delle regioni greche, per esempio, o quello che avremmo vivendo in Croazia. Ci sono soltanto due paesi che ospitano zone decisamente più povere, ma per trovarle dobbiamo arrivare fino in Ungheria o Bulgaria. Buona parte del centro Italia somiglia invece a Dresda o Brandeburgo, due fra le regioni più povere della Germania, così come alle aree rimaste leggermente più indietro in Francia, in Belgio o in Austria. Chi vive nella provincia di Bolzano può invece vantare un tenore di vita simile a quello della regione di Helsinki, in Finlandia, oppure - non un’enorme sorpresa - del Tirolo austriaco. A loro basterebbe soltanto una piccola spinta in più per raggiungere l’area sud-orientale dell’Irlanda, la parte più ricca - e di gran lunga - in quel paese. 

Ricchi e poveri  
Per trovare invece la singola regione con il maggior reddito bisogna viaggiare fino a Londra: esattamente nel suo centro finanziario. Nella zona occidentale dalla capitale inglese il Pil pro capite schizza a 56mila euro l’anno – più del doppio di quello del Piemonte. Avvicinandoci la differenza aumenta ancora: considerando solo la zona della city il reddito arriva a oltre 300mila euro, ma si tratta di un campione di persone assai ristretto – tutt’altro che rappresentativo dei cittadini comuni. 

FONTE: Davide Mancino (lastampa.it)