sabato 9 aprile 2016

L'ultras con nove Daspo entra in Senato. E dà lezioni ai politici sulla sicurezza

L'ultras con nove Daspo entra in Senato. E dà lezioni ai politici sulla sicurezza
Ormai è una frase fatta, ma insomma, l' Italia è davvero uno strano Paese. E dunque, mentre il mondo politico s' indigna per lo scoop giornalistico di Bruno Vespa che a «Porta a porta» ha intervistato il figlio di Totò Riina, con i vertici della Rai addirittura convocati dall' Antimafia, c' è chi ha aperto le porte del Senato a un capo ultras «sorvegliato speciale», consentendogli di pontificare su sicurezza negli stadi, Daspo e tifo organizzato. «Una vicenda che si commenta da sola, servirebbe maggiore attenzione sopratutto in alcune sedi istituzionali: fa stupore che chi è sottoposto a regime di sorveglianza non può entrare in uno stadio e poi...»: così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, commenta la presenza a Palazzo Madama del «Bocia», capo della tifoseria atalantina al secolo Claudio Galimberti. Al centro dell' incontro del Senato, per l' appunto, le iniziative parlamentari avviate per cambiare le norme contro la violenza negli stadi - proprio quelle che stanno tenendo lontano dalle tribune l' ultrà atalantino.
Con il Bocia in prima fila, a Roma sono arrivati i rappresentanti di altre 25 tifoserie calcistiche, e anche gli ultrà della Fortitudo Basket. Tutti riuniti in una sala istituzionale, coordinati dal capogruppo leghista al Senato, il pavese Gian Marco Centinaio, il senatore del Movimento 5 Stelle Vito Crimi, il deputato del Pd Mario Tullo e la senatrice di Sel Loredana De Petris, con l' ex parlamentare dello stesso partito, Paolo Cento.
Una truppa politica trasversale che non ha mancato di sollevare polemiche, soprattutto in casa Dem, dove poche ore prima si era mandato al patibolo Vespa per l' intervista a Riina jr. «Immaginiamo che il M5S si farà scrivere le proposte sulla sicurezza negli stadi dai capi ultras, ospitati ieri in Senato. Un consulente forse c' è già, si chiama Claudio Galimberti, detto Bocia, con nove Daspo è sicuramente un grande esperto», hanno affondato il colpo i senatori del Pd Andrea Marcucci e Franco Mirabelli, forse ignorando che tra i politici amici degli ultras c' era pure il piddino Tullo.
Dal canto loro gli ultrà, abituati forse ad altri scontri (più fisici), non hanno fatto una piega, illustrando in Senato la loro idea di riforma della sicurezza. Così la parola del Bocia atalantino è risuonata chiara a Palazzo Madama: «Siamo andati a Roma e davanti ai politici insieme abbiamo voluto dimostrare e ribadire le nostre priorità che ci sono state tolte». Non solo. L' ultras "sorvegliato speciale" è andato oltre, dibattendo su doppio daspo, barriere nelle curve, fumogeni e striscioni estemporanei, manifestazioni e cortei sportivi, modifica degli articoli 8 e 9 della legge n.41 del 2007, tessera del tifoso facoltativa. «Lasciateci fare i tifosi, non dividete le curve - ha supplicato il Bocia -. Lasciateci fare quello che siamo bravi a fare, con passione: tifare. Devono ridarci quello che ci spetta».
Peraltro, non è la prima volta che il Bocia finisce con il far parlare di sè fuori dalle condanne sportive e lontano dalle curve. Nei mesi scorsi si era scoperto che il volto del Cristo in Croce nella chiesa di San Giovanni XXIII, all' ospedale di Bergamo, era proprio quello di Claudio Galimberti. Così il capo ultrà svetta nell' immagine di Gesù del maestro bergamasco Andrea Mastrovito, autore di una straordinaria abside iper moderna. Un omaggio "particolare" alla città e a Papa Giovanni per cui anche la Diocesi ha chiesto spiegazioni all' autore. Tutto prima che il Bocia-Gesù fosse ricevuto in Senato.

FONTE: Giuseppe Spatola (liberoquotidiano.it)