lunedì 2 maggio 2016

Dal Cipe 3,5 miliardi per la ricerca e la cultura. Renzi: “Italia più forte di chi dice no”

Sbloccati i fondi per Pompei, Ercolano, Cittadella di Alessandria, Reggia di Caserta e Uffizi di Firenze. E il premier attacca il numero uno della Bundesbank Weidmann

L’anno scorso fu la volta dell’esordio dell’Expo, quest’anno è stato il giorno del via libera del Cipe, Comitato interministeriale per la programmazione economica, aun piano di investimenti da 3,5 miliardi per ricerca e cultura. Il premier Matteo Renzi punta ancora una volta sulla Festa del lavoro per ribadire come, aldilà del Jobs Act, il governo lavori ad ampio spettro per sbloccare opere e ridurre la disoccupazione. «Diamo un segnale di speranza a chi un lavoro non lo ha. L’Italia è più forte di chi dice solo no», scrive il premier su Facebook prima di andare in tv, ospite de L’Arena (su Rai 1) dove scaglia un durissimo attacco al numero uno della Bundesbank, Jens Weidmann: «Ha tanti problemi a cui pensare: meno pensa all’Italia meglio è». 

IL PIANO  
Il Primo maggio, però, per il governo è soprattutto il giorno del Cipe che in mattinata approva 2,5 miliardi per il Piano Nazionale per la Ricerca e 1 miliardo sui beni culturali (da Pompei, Ercolano, la Cittadella di Alessandria, la Reggia di Caserta e gli Uffizi di Firenze), per quella che il ministro Dario Franceschini definisce «Il più grande piano di restauro e valorizzazione della storia della Repubblica». E, sempre dal Cipe, arriva il semaforo verde allo stanziamento di 290 milioni per programmi a sostegno di imprese e crescita. Per il M5S, tuttavia, «è l’ennesima pagliacciata in stile renziano. I 2,5 miliardi per la ricerca sono in parte inesistenti e in larga parte già stanziati», sostengono i pentastellati. 

«Il fatto che il Cipe si sia svolto oggi è un segnale di grande importanza simbolica: continuiamo a lavorare perché l’Italia sia finalmente sbloccata - scrive su Facebook il presidente del Consiglio, Matteo Renzi -. Del resto un anno fa il primo maggio era la data di partenza dell’Expo: doveva essere un disastro, è stato un successo. L’Italia è più forte di chi dice solo no».  

FONTE: lastampa.it