martedì 3 maggio 2016

Marò, L'Aia: Girnone può tornare in Italia, Ma l’India va al contrattacco: “Via libera solo con garanzie”

La tesi: è sotto la nostra autorità, serve l’ok della Corte Suprema. Sui giornali l’attenzione è però per il caso degli elicotteri Augusta

E invece no. L’India proprio non ci sta. La notizia parte dal tribunale dell’Aia per arrivare a dare speranze a Roma. Ma rimbalzando a New Delhi, sembra sorprendere in un primo momento il governo di Narendra Modi.  

Il marò Salvatore Girone dovrà rientrare a casa per l’intera durata dell’arbitrato, che potrebbe dilungarsi altri quattro anni, questa è la notizia che dirama il ministero degli Esteri italiano. L’ordinanza ufficiale viene resa pubblica oggi, ma già ieri la Farnesina ha voluto annunciare quello che sembra un punto a favore della posizione italiana: i marò vanno giudicati da un tribunale internazionale poiché si trovavano in acque internazionali e possono restare entrambi in Italia in attesa di giudizio.   

Sbottano le prime risposte del ministero degli Affari Esteri nella capitale indiana. «Gli italiani stanno interpretando male la decisione del tribunale delle Nazioni Unite», twitta Catch News, citando fonti governative. «Proprio nel pieno delle elezioni in Kerala!» commenta Shekhar Gupta, ricordando i precari equilibri politici interni, cioè il fatto che il primo ministro Modi non si può alienare lo Stato di provenienza dei due pescatori uccisi quattro anni fa. Sembrerebbe uno smacco. Ma non è finita. 

FONTE: Carlo Pizzati (lastampa.it)