giovedì 12 maggio 2016

Tania Cagnotto, successi in serie in stile Kill Bill

Agli Europei oro nei tuffi da un metro, con Bertocchi seconda, e nel sincro misto con Verzotto si prende l’argento. Implacabile: «Ora so gestire le emozioni ma agli altri faccio venire l’infarto»

La faccia di Tania Cagnotto dopo il secondo tuffo nella gara da un metro è un incrocio tra la sorpresa e lo spavento. La regina del trampolino, oro mondiale in carica in questa specialità, si distrae per un turno e scivola dal primo al sesto posto. Poi si dimentica della classifica, della piscina dove ha perso il podio olimpico per 20 centesimi e fa solo quello che le riesce meglio: vince.

Per un paio di acrobazie le sta addirittura davanti «ma non ho pensato neanche un attimo di poterla battere. La strada è lunga, anche se qui è meglio prepararsi che dopo i Giochi si ritira tanta gente...». Lei, 21 anni, si allena a Milano, nella città dove è nata, ha iniziato a tuffarsi grazie a una selezione naturale: «Ogni volta che mi buttavo in acqua, per giocare, centravo sempre la ciambella. Mi hanno detto: sei portata». E ora sta un gradino sotto sua maestà Tania Cagnotto che in questi Europei ha dato un’altra lezione di classe: «Da favorita è più difficile muoversi. Non vuoi deludere e puoi solo sbagliare, non è l’atmosfera migliore per me: quando è tutto scontato tendo a fare un casino». Quando tutto si complica, scatta l’orgoglio ed esce la vendicatrice.  

Il suo compagno di sincro misto Verzotto le attribuisce quasi dei super poteri: «Quando l’ho vista d’oro sono corso a complimentarmi e lei non c’era già più. Svanita. Ho temuto “cavoli è stremata” e la nostra gara parte subito. Salgo sul trampolino convinto di iniziare da solo e la trovo lì, con il costume cambiato. Doveva mettere quello uguale al mio. Pronti, via, senza mezza prova. Solo lei fa sti numeri». 
Londra 2012 le ha tolto una medaglia olimpica in modo brutale, ma le ha datto l’esperienza e pure la corazza. Può perdere, ma non può più perdersi. 

FONTE: Giulia Zonca (lastampa.it)