mercoledì 18 maggio 2016

Una scheggia di grafite retrodata la vita a 4,1 miliardi di anni fa

La scoperta in Australia impone di rivedere anche le teorie sull’origine del Sistema Solare

Per quanto ne sapevamo finora, la vita sulla Terra esiste da 3,8 miliardi di anni. Abbiamo le prove certe di materiale biologico di quell’età e sembrava impossibile un’origine ancora più antica. 

La Luna è stata bombardata da meteoriti 3,9 miliardi di anni fa (lo sappiamo perché da allora il satellite è rimasto intatto, a disposizione delle nostre analisi) e, se questo trauma è successo sulla Luna, dev’essere stata coinvolta anche la Terra. Quindi 3,9 miliardi di anni fa era tutta una pioggia di meteore, un inferno di rocce incandescenti, inospitale per la vita. Ma 100 milioni di anni dopo una Terra più tranquilla ha cominciato a ospitare i primi organismi viventi. 

Tutte le tessere di questo mosaico sembravano andavano al loro posto. Poi è arrivato a rovesciare il tavolo un geologo di nome Mark Harrison, dell’Università della California a Los Angeles. Harrison ha trovato sulle Jack Hills, in Australia, un frammento di zircone (una pietra molto antica) con un microscopico inserto di grafite. Questa grafite è stata analizzata e ha rivelato i caratteri tipici di un microdeposito di origine organica. Ma lo zircone che avvolge la grafite si è formato 4,1 miliardi di anni fa e da allora ha fatto da involucro inviolabile a questo inserto biologico, a cui nessuno ha potuto accedere finché Harrison non ha frantumato la pietra. 

Problema: un deposito biologico si trova dentro una pietra che si è formata 200 milioni di anni prima del bombardamento meteoritico e 300 milioni di anni prima delle tracce di vita più antiche finora conosciute. Come si risolve il rompicapo? 

Non lo si può risolvere in modo facile: qualunque ipotesi si faccia è dirompente rispetto a quello che credevamo di sapere fino a poco tempo fa.  

Una prima illazione è che la vita sulla Terra sia nata non una, ma due volte. C’era vita sulla Terra già 4,1 miliardi di anni fa; poi è arrivato il bombardamento spaziale di 3,9 miliardi di anni fa, che ha ucciso tutti i microbi; ma, dopo che è finito quel bombardamento, la vita è nata ex novo 3,8 miliardi di anni fa, senza legame con il tentativo precedente. 

Questo è possibile. Però chi studia il nostro passato remoto sta elaborando una teoria ancora più rivoluzionaria, che cambierebbe non solo la ricostruzione sull’origine della vita, ma anche quella sulla nascita del Sistema Solare. 

Il Sole e i pianeti si sono formati da una nube di polvere e gas 4,6 miliardi di anni fa: l’avvio è stato turbolento, però nel giro di qualche centinaio di milioni di anni il Sistema Solare si è abbastanza stabilizzato. Da sottolineare l’avverbio «abbastanza». Perché, nonostante la progressiva sistemazione delle orbite, ci fu comunque quel fastidioso bombardamento meteoritico di 3,9 miliardi di anni fa. Gli astronomi lo considerano strano e infatti non lo chiamano semplicemente bombardamento, ma «bombardamento tardivo»: perché non sarebbe dovuto avvenire, in un Sistema Solare che si andava assestando. 

Per spiegare come mai ci sia stato questo bombardamento meteoritico tardivo gli astronomi hanno elaborato una complicatissima spiegazione ad hoc, che renderebbe conto anche di molte anomalie sulle orbite attuali dei pianeti, della fascia degli asteroidi e di quella di Kuiper. Non stiamo a riassumere questa ricostruzione (battezzata «modello di Nizza» dal convegno scientifico in cui venne formalizzata), ma basti sapere che per molto tempo è apparsa solida, oltre a essere perfettamente compatibile con la nascita della vita sulla Terra, esattamente 3,8 miliardi di anni fa e non prima. 

Ma ora il «modello di Nizza» sta scricchiolando. Nel 2015 Nathan Kaib dell’Università dell’Oklahoma e John Chambers dell’Istituto Carnegie lo hanno sottoposto a una simulazione al computer, da cui è risultato che le probabilità che il modello produca il Sistema Solare come lo conosciamo sono pressoché nulle. La simulazione va a in pezzi quasi subito. 

Persino il «bombardamento meteoritico tardivo», che era considerato certo, viene messo in discussione. David Minton della Purdue University sostiene che non si è trattato di un macro-evento a livello di Sistema Solare, ma solo di un fatto locale: 3,9 miliardi di anni fa l’impatto di un asteroide su Marte avrebbe proiettato nello spazio circostante un certo numero di detriti e una parte di questi avrebbe colpito la Luna e la Terra. Ma non sarebbe stato un devastante bombardamento cosmico, solo una pioggia di piccole rocce, insufficiente, secondo Harrison, a uccidere la vita che lui ha scoperto già esistente in Australia 4,1 miliardi di anni fa. Commenta: «Più si sposta indietro la data di origine e più la vita dimostra di poter nascere ovunque nell’Universo, non appena un pianeta si solidifica». Lo stesso Harrison ha già scoperto un secondo zircone con grafite e conta di analizzarlo e di retrodatare la nascita della vita ancora più vicino ai 4,6 miliardi di anni che ha la nostra Terra. 

FONTE: lastampa.it