lunedì 30 maggio 2016

Fondi d’investimento e piani di accumulo per la pensione di scorta

Boom di offerte da banche e società di risparmio: puntano su flessibilità e mini-commissioni

Costruire una pensione di scorta per integrare quella pubblica e mantenere così un adeguato tenore di vita. Sarà questa una delle priorità che le famiglie italiane dovranno affrontare in maniera sempre più seria nei prossimi anni. A ricordarcelo ci ha pensato la Busta Arancione, la previsione sulle pensioni future di ogni singolo lavoratore, che sta arrivando nelle case di sette milioni di italiani.  

I modi e i tempi per iniziare a integrare un assegno pensionistico, soprattutto per i più giovani, non mancano. Mentre il governo discute di ipotesi di anticipo e di un riscatto della laurea meno oneroso, banche e società del risparmio gestito stanno portando nuovi prodotti sul mercato. Il filone è dinamico ed è facilmente prevedibile che crescerà ancora: nel 2015, secondo i dati del Covip, il numero di italiani che ha scelto la previdenza complementare è salito a 7,3 milioni (su 22 milioni di lavoratori), con risorse cresciute a 138 miliardi di euro (+5,7%).  

Non sono soltanto i lavoratori a cercare una pensione alternativa. Sempre più genitori iniziano a versare i contributi per i figli nei fondi complementari. In questo modo aiutano la prole a costruirsi una pensione di scorta e allo stesso tempo beneficiano dei bonus fiscali legati alla previdenza integrativa per chi versa nel fondo (deduzione di 5.164 euro). Su questo tipo di agevolazioni, gli operatori sono in attesa di interventi migliorativi che potrebbero arrivare già nei prossimi mesi. Le ipotesi sono di un innalzamento consistente della quota deducibile, se non addirittura un raddoppio a 10 mila euro. Tra gli interventi caldeggiati c’è anche una possibile riduzione della tassazione sui rendimenti.  

Intanto nuovi prodotti, soprattutto fondi d’investimento dedicati alla previdenza o piani d’accumulo di lungo termine, si aggiungono ai tre tipi di strumenti già esistenti, vale a dire i fondi chiusi di categoria, i fondi aperti e i Pip. Per riuscire a fare breccia, questi nuovi prodotti, puntano su quelli che sono alcuni punti deboli dei tre tipi di soluzioni complementari tradizionali. Offrono, infatti, più flessibilità, costi contenuti e formule che si adattano soprattutto ai più giovani, la categoria che dovrà più di tutte pensare a una pensione di scorta. Va detto che non prevedono bonus fiscali. Tuttavia è più facile uscire dal piano e portare a casa il capitale versato fino a quel momento.  

Come scegliere? Occorre farsi bene i conti e capire qual è la soluzione più opportuna, a seconda del proprio profilo, e delle attese future. Per fare un esempio, Zenit Sgr ha appena lanciato «Pensaci Oggi», un fondo comune di investimento che punta sulla semplicità, sui costi bassi e sulla flessibilità (si può investire o disinvestire in ogni momento senza limitazioni, senza penali e pesanti commissioni di uscita). E’ una specie di «salvadanaio evoluto» in cui si possono versare anche piccoli importi (bastano 100 euro al mese). Cerca di intercettare soprattutto i bisogni dei più giovani che, spesso, hanno contratti atipici, contributi a singhiozzo e, molte volte, non riescono a sostenere un investimento iniziale troppo oneroso come, per esempio, quello richiesto da molti fondi pensione. Il fondo si può sottoscrivere online e prevede solo commissioni di gestione che però al terzo anno vengono restituite per il 30% (dal terzo anno in poi la commissione scende allo 0,70%). 

Anche Carmignac, storica casa d’investimento, ha di recente concentrato la sua attenzione sul tema della pensione e dell’integrazione del reddito: la società francese ha lanciato nuove asset class con distribuzione mensile dei proventi per il suo fondo Carmignac Portfolio Patrimoine con l’obiettivo di generare, su base mensile, un dividendo del 5% annuo. Una formula che si adatta a chi vuole un reddito che possa integrare, un giorno, la pensione. 

FONTE: Sandra Riccio (lastampa.it)