lunedì 6 giugno 2016

Elezioni Amministrative 2016: balzo di Raggi a Roma. Giachetti va al ballottaggio. A Milano Parisi tallona Sala. A Torino exploit M5S

Grandi città al secondo turno, ma lo spoglio va a rilento. Nella capitale Meloni beffata. Appendino oltre le previsioni: sotto la Mole Fassino si ferma poco oltre il 42%. A Napoli e a Bologna bis rimandati per De Magistris e Merola. Rielezione per Zedda a Cagliari

Alla fine quel che conta saranno i risultati dei ballottaggi del 19 giugno. Le grandi città vanno al ballottaggio. Servirà infatti il secondo turno, fra due settimane, per decidere i nuovi sindaci di Milano, Roma, Torino, Napoli e Bologna. Unica eccezione Cagliari, dove si conferma Massimo Zedda, sindaco uscente di Sel sostenuto da tutto il centrosinistra. L’affluenza si è fermata intorno al 62 per cento, contro il 67 della volta precedente (ma allora, va precisato, i seggi restarono aperti fine alle 15 di lunedì, mezza giornata in più che fa la differenza). 

A Roma boom oltre le attese del Movimento 5 Stelle. La grillina Raggi prende oltre il 35% delle preferenze e ha sicuramente le carte migliori in vista del ballottaggio, tanto che si dichiara già pronta a governare. «È un risultato storico, i romani sono pronti a voltare pagina, il vento sta cambiando e io sono pronta a governare questa città», dice Raggi. Mentre il blog di Beppe Grillo sentenzia: «è un risultato storico. Il M5S è lento, ma inesorabile». La grillina al secondo turno se la vedrà con Roberto Giachetti, del Pd, che con oltre il 24% stacca di quattro punti Giorgia Meloni (lega e Fratelli d’Italia). Bocciato invece Alfio Marchini: il candidato sostenuto da Berlusconi resta fermo attorno al 10%. 

Il centrosinistra guida di un soffio la corsa a Milano. Ma all’ombra della Madunina il 19 giugno nulla è scontato perché Sala e Parisi sono praticamente alla pari. L’ex commissario Expo viaggia sopra il 41% con appena qualche decimale in più del candidato di centrodestra. Ma a cantare vittoria è Parisi: la rimonta è riuscita. nella notte la forbice si assottiglia, è un pareggio. Gianluca Corrado (M5S) si ferma attorno al 10%, mentre in ottica ballottaggio sarà prezioso anche il 4% conquistato dalla sinistra radicale con Basilio Rizzo. «Nei prossimi 15 giorni - dice parisi - ci sono tre mondi a cui dobbiamo parlare. Il primo è fatto dal 45% di persone che non ha votato al primo turno. Poi ci sono i milanesi del Movimento 5 Stelle: gente che non ama la continuità e che in noi deve vedere una nuova proposta. E poi anche la sinistra che non ha votato volentieri per Sala: stiamo facendo una proposta politica che va al di là del centrodestra e degli schemi ideologici». 

Sotto la Mole Piero Fassino è ampiamente in testa, ma molto distante dall’affermazione al primo turno. Chiara Appendino mette le ali al Movimento 5 Stelle e supera il 30%. Molto staccato il terzo raggruppamento, che è l’alleanza Lega-Fratelli d’Italia a sostengo del notaio Alberto Morano: 8,4%. Morano, nel derby interno al centrodestra, doppia Osvaldo Napoli di Forza Italia (5,36%) e anche Roberto Rosso (5,09%). Deludente il risultato della sinistra di Giorgio Airaudo: 3,68%. Mentre in città il Movimento 5 Stelle diventa primo partito con qualche decimale sopra il Pd. In calo l’affluenza: ha votato il 57,19% degli aventi diritto, pochi rispetto alle comunali di cinque anni fa (66%), quando però si era votato sia la domenica che il lunedì mattina.  

FONTE: lastampa.it