mercoledì 22 giugno 2016

Addio Frontex, l’Ue avrà una propria guardia costiera

Verrà costituita a partire da settembre e arriverà ad avere mille dipendenti a tempo indeterminato entro il 2020

Adesso è ufficiale: l’Unione Europea si doterà di una propria guardia costiera e di frontiera, e lo farà nei tempi e nei modi prefissati, in modo condiviso a partire da settembre. Consiglio e Parlamento Ue hanno raggiunto in sede negoziale l’accordo sul documento, e manca quindi solo il via libera degli Stati membri e dell’Aula dell’europarlamento – a questo punto formale – per chiudere l’iter legislativo prima della pausa estiva e permettere, da settembre, di passare alla fase operativa. Prima dell’autunno l’Ue inizierà dunque a costruire un nuovo e più capillare sistema di sorveglianza i confini esterni del territorio a dodici stelle, per gestire al meglio il fenomeno migratorio e garantire più sicurezza interna. «E’ la dimostrazione che l’Europa sa agire in fretta e con fermezza quando si tratta di gestire le sfide comuni», commenta un soddisfatto Jean-Claude Juncker, presidente dell’esecutivo comunitario. Sorride anche il governo dei Paesi Bassi, presidente di turno del Consiglio Ue: ottenere l’accordo con il Parlamento entro la fine del semestre, e quindi entro il 30 giugno, era l’obiettivo dichiarato dell’esecutivo di Amsterdam. 

La trasformazione di Frontex  
La guardia costiera e di frontiera trasformerà struttura, mandato, funzioni e competenze di Frontex, l’agenzia europea responsabile per la gestione e il controllo delle frontiere esterne dell’Ue. Di fatto viene ridisegnato l’organismo. La nuova agenzia arriverà ad avere 1.000 dipendenti a tempo indeterminato entro il 2020, più del doppio di quanti ne conta Frontex attualmente. Serviranno per costituire il centro di monitoraggio e analisi dei rischi, la vera e propria cabina di regia incaricata di controllare da una parte i flussi migratori verso l’Unione europea, e dall’altra parte analizzare i rischi interni e condurre valutazioni obbligatorie delle vulnerabilità al fine di individuare punti deboli e porvi rimedio. Il centro di valutazione dei rischi si avvarrà di funzionari di collegamento distaccati negli Stati membri per garantire una presenza sul terreno laddove le frontiere sono a rischio. Accanto a questa struttura ci sarà la squadra di risposta rapida delle guardia frontiere. 

Più controlli e maggiore capacità in mare  
Prevista la costituzione di una squadra di riserva rapida di guardie costiere: formata da 1.500 esperti, potrà essere dispiegata entro tre giorni dalla richiesta o bisogno di intervento. Saranno le guardie costiere nazionali a lavorare insieme, con gli Stati membri che metteranno in comune uomini e risorse sotto la direzione del centro di monitoraggio e analisi dei rischi. Numero e tipologie di imbarcazioni e risorse verrà valutato a seconda dei casi. Ad ogni modo per la prima volta la nuova Agenzia potrà procurarsi gli equipaggiamenti autonomamente attingendo da un parco messo a disposizione dai Ventotto Paesi. Inoltre i mandati dell’Agenzia europea di controllo della pesca (Efca) e dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima (Emsa) saranno allineati a quello della nuova guardia costiera e di frontiera europea. Le tre agenzie saranno in grado di avviare operazioni di sorveglianza congiunte, ad esempio utilizzando sistemi aerei a pilotaggio remoto (droni) nel mar Mediterraneo. 

Diritto di intervenire  
«In caso di persistenza delle carenze o di ritardo o inadeguatezza dell’azione nazionale», qualora uno Stato membro sia sottoposto a una forte pressione migratoria che rappresenti una minaccia per lo spazio Schengen, il Consiglio – previa proposta della Commissione - potrà adottare una decisione di esecuzione per un intervento urgente a livello europeo. L’agenzia si sostituirà alle autorità marittime e portuali dello Stato in questione svolgendo le operazioni di controllo. Se lo Stato si oppone alla decisione del Consiglio, gli altri Stati membri potranno reintrodurre temporaneamente i controlli alle proprie frontiere. 

Rimpatri  
Sarà istituito un ufficio europeo dei rimpatri per gli immigrati irregolari. Ciò permetterà alla nuova Agenzia di dispiegare apposite squadre europee di intervento, composte da personale di scorta e di sorveglianza nonché da specialisti in materia di ritorni. Lo speciale dipartimento risponde a uno dei tre pilastri dell’agenda europea per l’immigrazione assieme ai meccanismi di redistribuzione e reinsediamento e la cooperazione con gli Stati terzi. L’ufficio garantirà un documento di viaggio europeo uniforme per i ritorni e una più ampia accettazione da parte dei paesi terzi. 

FONTE: Emanuele Bonini (lastampa.it)