venerdì 12 agosto 2016

Italia fanalino di coda nella crescita

Pil invariato nel secondo trimestre e +0,7% su base annua, mentre gli altri Paesi corrono

Arriva un segnale ambiguo per l’economia italiana, un segnale non del tutto sfavorevole in sé ma che la Borsa, almeno come prima reazione, ha interpretato negativamente. Nel secondo trimestre del 2016 il prodotto interno lordo è aumentato dello 0,7% nei confronti del secondo trimestre del 2015 ma è rimasto invariato rispetto al trimestre gennaio-marzo 2016. Lo rileva l’Istat nella stima preliminare. La delusione si deve al fatto che la ripresa è debole e non prende slancio, mentre gli altri Paesi corrono. La fiacchezza della crescita limita anche gli introiti fiscali e rende più difficile al governo far quadrare i conti pubblici. 

Il secondo trimestre del 2016, precisa l’Istat, ha avuto una giornata lavorativa in più del trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al secondo trimestre del 2015 ma i dati Istat dono corretti tenendo conto degli effetti di calendario. 

L’Italia si conferma fanalino di coda nella crescita. Nel secondo trimestre la variazione zero del Pil italiano rispetto al trimestre precedente si confronta con il +0,6% nel Regno Unito, +0,4% della Germania e +0,3% negli Stati Uniti, mentre solo la Francia ha segnato una variazione nulla come la nostra (forse per effetto degli attacchi terroristici che hanno scoraggiato il turismo). Anno su anno, si è registrato un aumento del 2,2% nel Regno Unito, dell’1,8% in Germania, dell’1,4% in Francia e dell’1,2% negli Stati Uniti. Anche qui l’Itaila fa peggio di tutti. 

FONTE: lastampa.it